La sparatoria, il sequestro, l’inchiesta a Catania: minorenne assolto

La sparatoria, il sequestro, l’inchiesta a Catania: minorenne assolto

Oggi si apre il processo in Corte d'assise

CATANIA – A giugno dello scorso anno, i carabinieri del Gis fecero irruzione in una casa di Siracusa. Qui un 19enne, sequestrato poche ore prima per un debito di droga a Scicli, nel Ragusano, era stato “recluso”. Mesi dopo, i carabinieri arrestarono 9 ragazzi, alcuni dei quali d’età inferiore ai 18 anni: erano ritenuti loro i rapitori. Adesso il Tribunale per i minorenni di Catania ha assolto uno di loro, all’epoca 17enne. E si aprirà proprio oggi, in Corte d’assise a Siracusa, il processo a carico di altre 3 persone, per cui la Procura etnea ha esercitato l’azione penale.

L’accusa è proprio quella di sequestro di persona a scopo di estorsione. L’inchiesta è stata coordinata da due procure catanesi: ordinaria e minorile. Per gli inquirenti, tutto ruoterebbe attorno al furto di 4 chili di hashish, per un valore complessivo di 15 mila euro. Furto che sarebbe avvenuto il 19 giugno dell’anno scorso. Subito dopo, l’indomani, il 19enne fu sequestrato.

La ricostruzione del sequestro

I rapitori lo portarono in una casa di Siracusa. È qui che entrò in azione il Gruppo d’intervento speciale dei militari. Come nella scena di un film, i militari fecero irruzione e liberarono l’ostaggio. Il minorenne imputato a Catania è stato assolto per non aver commesso il fatto. Per la difesa, era “la persona sbagliata”.

Le indagini erano partite sin da subito. Nel mezzo, anche una sparatoria tra due bande rivali. Inchiesta condotta dalla Compagnia di Modica, supportata dai reparti Investigativi dei Comandi Provinciali di Ragusa e Siracusa, all’opera con tre unità cinofile, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia e della Procura per i Minorenni di Catania.

L’assoluzione: per non aver commesso il fatto

Il ragazzo assolto si trovava fuori dall’Italia quando scattò l’operazione. È un ragusano, ma lavora fuori dall’Unione Europea. Fu fermato in Francia, a Dunkirk, mentre tornava nel Paese assieme al padre. Poi scattò un mandato di arresto europeo e rimase per circa un mese tra il carcere francese e un istituto penale minorile di Roma.

Ma si è sempre professato innocente e sin da subito il Tribunale del Riesame accolse il ricorso del suo legale, l’avvocato Giorgio D’Angelo. Ora il Tribunale per i minorenni si è espresso anche sugli ipotetici indizi di colpevolezza, decretando che il ragazzo non è colpevole.  È stato assolto con formula piena, per non aver commesso il fatto.

La difesa: “Credo nell’innocenza del mio assistito”

L’avvocato D’Angelo ha espresso soddisfazione per la sentenza. “Io sono fermamente convinto che il mio cliente è stato assolto perché era effettivamente innocente – afferma il legale – in questi casi è difficile dimostrare l’innocenza, ma qui è emerso. Sono convinto della sua innocenza, così come lo sono per altri giovani coinvolti in questa vicenda, tenuto conto che altri hanno ammesso la propria responsabilità”.

Il giovane assolto è potuto tornare alla sua vita e al suo lavoro. “Il mio cliente ha ripreso regolarmente in mano la sua vita ed è giusto così”, ha concluso il suo avvocato.


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