ROMA – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi di petrolio e gas rischiano di avere effetti immediati sui bilanci delle famiglie italiane in termini di riduzione dei consumi.
Aumento delle bollette e spese
È quanto emerge da una nuova indagine realizzata da Eumetra, l’istituto di ricerca sociale, subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che analizza come un possibile incremento delle bollette energetiche potrebbe influenzare i comportamenti di consumo degli italiani.
Secondo la ricerca, solo una minoranza della popolazione ritiene di poter assorbire senza particolari difficoltà un aumento del 10-20% delle bollette di energia e gas, mentre per la maggioranza delle famiglie l’impatto sarebbe significativo o addirittura critico.
Quanto inciderà la guerra
“Le tensioni internazionali dimostrano ancora una volta quanto l’energia sia diventata un fattore centrale di stabilità economica e sociale”, commenta Matteo Lucchi, ceo di Eumetra.
Alla domanda su quanto inciderebbe un aumento del 10-20% delle bollette energetiche sul bilancio familiare: l’12% lo considera sostenibile senza difficoltà; il 39% lo ritiene gestibile ma con sacrifici; il 31% lo giudica difficile da sostenere; il 18% lo definisce molto critico.
Tra coloro che prevedono di ridurre i consumi, i tagli riguarderebbero soprattutto: uscite e tempo libero: 71%; consumi di energia domestica: 64%; abbigliamento e accessori: 62%; spostamenti e trasporti non strettamente necessari: 49%; spese alimentari: 26%; spese sanitarie (visite, controlli, dentista): 24%.
Colpisce in questo caso che quasi un italiano su quattro dichiari che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche, una conseguenza impattante su ambiti sensibili della vita quotidiana, che nel dettaglio riguarda soprattutto le donne, afferma Eumetra.

