PALERMO – Accessi liberi al mare, colori uniformi, pulizia tutto l’anno, strutture smontabili d’inverno. Ma soprattutto nuove concessioni, più piccole, da affidare con gare pubbliche. Dal 2020 Mondello potrebbe cambiare definitivamente volto grazie a una rivoluzione chiamata “Pudm”, ossia Piano d’uso del demanio marittimo. Uno strumento previsto per legge, di cui devono dotarsi tutti i comuni siciliani che si affacciano sulla costa e che, in pratica, deve dire per filo e per segno come tutelare e rendere fruibile il litorale.
Palermo, in realtà, il suo Piano lo ha già approvato nel 2014 ma la Regione, che avrebbe dovuto dare il via libera definitivo, lo ha rispedito al mittente. Visto che nel 2016 le norme sono cambiate, Palazzo delle Aquile deve adeguarlo alla nuova legge e ricominciare l’iter che stavolta, però, sarà quasi tutto in capo ai comuni. Toccherà a loro, per esempio, avviare la Vas e dotarsi dei pareri tecnici, mentre alla Regione spetterà il disco verde finale che dovrà essere dato perentoriamente entro 90 giorni.
Ma nei fatti, cosa cambierà per Mondello? Tanto, anzi tantissimo. La costa Sud, infatti, è rimasta finora sguarnita di qualsiasi servizio e sarà quindi un tratto di litorale tutto da riqualificare: lì il Pudm prevede stabilimenti e ristoranti, impianti sportivi e attività commerciali, anche se permane al momento il divieto di balneazione. Parliamo però di chilometri e chilometri di spiagge finora inutilizzate.
Cosa ben diversa è Mondello, dove invece le concessioni demaniali ci sono e sono anche antiche. L’Italo-Belga, per fare un esempio, ha una concessione di 36 mila metri quadrati che, secondo le regole previste nel Pudm, non potrà essere rinnovata così come è ora. Il Piano prevede aree non più grandi di 3 mila metri quadrati e, tra un’area e l’altra, un centinaio di metri di spiaggia libera, tutto affidato con gara. Previsioni in realtà già contenute nel Pudm del 2014, che infatti aveva provocato più di una polemica, ma che adesso la giunta Orlando ha ribadito avviando l’iter di adeguamento del Piano.
Secondo l’interpretazione di Palazzo delle Aquile, che si rifà alla normativa regionale, le concessioni sono tutte in scadenza nel 2020: se fra due anni il Pudm sarà stato definitivamente approvato (con due passaggi in consiglio e il bollino regionale), a gestire le gare per le concessioni sarà direttamente il Comune, a Mondello come a Romagnolo, secondo le sue regole. Ma se anche il Pudm non dovesse aver completato tutto il suo iter e la competenza restasse in capo alla Regione, comunque quest’ultima dovrebbe attenersi alle linee guida che Palazzo delle Aquile ha approvato.
Il Comune ha già creato un gruppo di lavoro che dovrà lavorare al Piano, da cui per esempio andranno tolti aree protette e porticcioli regionali, ma la sostanza resta comunque dirompente per Mondello dove, fra qualche anno, potremmo ritrovarci tanti piccoli stabilimenti in concorrenza fra loro, cinque tratti di spiaggia libera, un massimo di tre colori (anche l’occhio vuole la sua parte) e zone tutte pulite, visto che ai concessionari toccherebbe spazzare non solo la propria area ma anche quelle limitrofe.
“Prevedere spiagge libere e attrezzate è una cosa positiva – dice Alessandro Cilano, presidente di Fiba Sicilia – così come rivalutare la zona della costa Sud. C’è però un punto interrogativo: che fine farà a livello nazionale la direttiva Bolkestein e siamo sicuri che le concessioni scadranno nel 2020? A quel punto cosa farebbe il Comune? Semmai si potrebbe discutere di liberare la spiaggia dalle capanne, come era già previsto da un progetto del 2007”. Una questione che riguarda non solo la Sicilia, visto che l’atteggiamento del futuro governo nei confronti della direttiva Bolkestein, quella che in pratica obbliga alle gare, lascia col fiato sospeso gli stabilimenti balneari di tutta la Penisola. La direttiva, approvata nel 2006, regolamenta in realtà settori diversissimi fra loro, incentivando la concorrenza e i liberi servizi e riguarda tanto le licenze degli stabilimenti quanto quelle degli ambulanti o dei tassisti, aprendo alla concorrenza degli operatori provenienti dagli altri Paesi europei e obbligando così alle gare.
Dall’Italo-Belga, per il momento, nessun commento. L’iter del Pudm è infatti alle sue battute iniziali, anche se l’impianto del Piano non dovrebbe cambiare nonostante gli ulteriori passaggi in consiglio comunale: “Escludo che si facciano grandi modifiche – dice il vicepresidente del consiglio Giulio Tantillo – e soprattutto è certo che dal 2020 le cabine dovranno sparire da Mondello”. “Il Pudm rappresenta una occasione straordinaria per recuperare il rapporto tra la città e il mare – dice il presidente della commissione Urbanistica Giovanni Lo Cascio – il che significa non solo valorizzare le nostre risorse ambientali e paesaggistiche, ma anche gettare le basi per uno sviluppo economico e turistico specialmente nella costa Sud, che da troppo tempo aspetta di essere rilanciata come merita”.
Il Piano prevede infatti poche cabine, molte aree libere, bagni pubblici, punti di ristoro non troppo grandi e soprattutto strutture da smontare a stagione finita, liberando il fronte del mare. Una rivoluzione quasi a portata di mano.

