Storia della piccola Desy, | salvata dalle acque

Storia della piccola Desy, | salvata dalle acque

Desy

L'hanno salvata. L'hanno curata. L'hanno aiutata. Basta una goccia d'amore al giorno per salvare Palermo?

“Mi chiamo Desy e mio malgrado sono quasi diventata una star. Già, mio malgrado! Ma per farvi capire meglio vi racconto in breve la mia storia: sono stata abbandonata dentro un canale di scarico. Fortunatamente un angelo è stato attirato dal mio lamento, così con l’aiuto di un altro angelo mi ha tirata fuori, in condizioni tremende. Poi molti altri angeli hanno unito le forze regalandomi di nuovo la ” Vita”! (oggi) Uno di questi angeli mi ha curata e tenuta con sé, nonostante le difficoltà oggettive, e gliene sono infinitamente grata. Ora siamo alla ricerca di una famiglia che possa accogliermi affinché il mio racconto possa avere un lieto fine degno della più bella delle favole”.

La voce narrante è di Vania Cammarata che ha trovato Desy, una canuzza dallo sguardo gentile, a Villaggio Ruffini. Alcuni ragazzi l’avevano rintracciata e si apprestavano a contemplarne la morte, perché più nulla c’era da fare. Desy stava per essere uccisa dalla rogna. Palermo si divide in due categorie di persone. Quelli che deplorano, scuotono il capo e passano avanti. Quelli che, spinti dalla speranza, subito dopo il dolore, fermano la macchina sul ciglio della strada, per raccogliere quello che c’è: la morte o la resurrezione difficile. Ecco perché diamo tanta importanza alla storia di Desy. Che è stata aiutata da tre medici sensibili: Valerio, Laura e Gaetano, tre veterinari.

Anche qui è necessario distinguere. Ci sono medici che compilano carte: scrivere “vivo” o “morto” è in fondo una questione di scocciature e burocrazia. Ci sono medici che tentano di guarire il paziente, o di accompagnarlo con la maggiore dolcezza possibile. Il Trio VLG appartiene al secondo tipo. E non c’è mai differenza tra uomini e animali. Un medico del primo gruppo se ne infischierà comunque. Dunque (la vicenda di Desy è trattata con aggiornamenti precisi nella pagina Facebook del Centro Veterinario Aristotele) è stata Vania a scendere nell’inferno di malessere di una canuzza abbandonata. L’ha accolta, prendendola dalle acque di un canale. L’ha ospitata e adesso cerca qualcuno che possa occuparsene eternamente e responsabilmente, perché lei non potrebbe, ma non rinuncia, non scaccia, tiene Desy con sé, fino a quando verrà il momento di un necessario e doloroso addio.

Perché lo raccontiamo? Perché raccontiamo questa storia? Perché ci occupiamo di uomini, animali e bestie (coloro che abbandonano, uccidono, sevizie)? Non ci sono cose più serie? Per un’opinione risibile. Perché pensiamo che una goccia di amore al giorno possa diventare la cascata di domani. E a Palermo abbiamo un tremendo bisogno d’amore.

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