MESSINA – Murales per coprire razzismo e indifferenza ma anche un’iniziativa per ridare decoro urbano e umano alla città. Da diverso tempo sui muri che cingono la Salita Frantinaro, bretella di transito fondamentale per chi vive e lavora nella zona Nord di Messina, apparivano scritte che inneggiavano “morte ai negri”, accompagnate da una svastica. Le scritte sono rimaste lì per mesi, sotto gli occhi di tutti e nonostante il caso fosse stato denunciato e avviate le indagini che avrebbero poi portato all’identificazione dell’autore, le scritte restavano. Fino a quando Ileana Panama, giornalista, ha deciso di fare qualcosa. “Trovavo indecoroso che simili scritte e la svastica potessero trovare spazio: non cancellarle significava accettare e condividere quel pensiero; e così ho pensato di affidare questo intervento alla sensibilità di uno street artist e insieme a COLLETTIVO FX di amici ne sono arrivati altri due: un altro street artist, il messinese NESSUNETTUNO e Cristian, il ferramenta che ci ha regalato il materiale per realizzare Fatim Jawara e la Balena, cioè i murales che hanno finalmente coperto le scritte. L’intenzione inoltre era quella di dare a questo episodio un senso che potesse andare al di là della copertura delle scritte: i due murales non vogliono essere soltanto un intervento artistico. L’idea era quella di coprire le scritte e nello stesso tempo raccontare una storia come tanti altri muri hanno fatto nella storia, controvertire l’idea che i muri possano solo dividere: non sono quegli stessi muri costruiti in passato per difendere confini, circoscrivere territori, combattere immigrazione o emarginare vite. Questi muri vogliono unire.
Oggi – continua la giornalista – quei muri sono un progetto dal titolo “La memoria dipinta sui muri”, che porterò nelle scuole affiancando, istituti, istituzioni e famiglie in un processo di sensibilizzazione contro il razzismo e l’indifferenza, guidando i giovani verso una presa di coscienza su quanto questo tipo di azioni razziste e xenofobe non debbano trovare legittimazione all’interno di una società civile. Per questo invito dirigenti scolastici, insegnanti e chiunque lo desideri a contattarmi per portare il progetto nelle loro scuole”.

