CALTANISSETTA – Cinque persone sono state fermate dai carabinieri tra Caltanissetta, San Cataldo e Resuttano su disposizione della Procura in quanto sospettate di volere organizzare un agguato a un maresciallo dell’Arma. Attualmente i cinque fermati sono detenuti nel carcere “Malaspina” di Caltanissetta ed in quello di San Cataldo. Sulla vicenda gli inquirenti hanno fornito pochissimi dettagli, ma sembrerebbe che gli indagati – attualmente accusati di concorso aggravato in ricettazione, porto e detenzione abusiva di armi – avessero messo insieme un piccolo arsenale per compiere attività illegali e intimidire il sottufficiale che li avrebbe messi in difficoltà con le indagini che stava svolgendo. L’inchiesta, ribattezzata “Enclave”, è nata da una serie di reati e violazioni commesse in una azienda agricola nelle campagne di Resuttano di proprietà di Maria Antonietta Dell’Edera e Katia La Placa. Si tratta di una vasta proprietà di recente confiscata dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale dove lavorava anche Tony Ciavarello, genero del capomafia Totò Riina.
I fermati sono Michele Giarratana, 40 anni, nisseno, autore in passato di numerose truffe a danno di esercizi commerciali con l’utilizzo di carte d’identità falsificate e già condannato in via definitiva per questi fatti; il pastore Maurizio Porcello, 44 anni, e Salvatore Macaluso, di 18, entrambi di Resuttano; e Salvatore Faulisi, di 38, e Raimondo Scalzo, di 32. I cinque, accusati di concorso in ricettazione aggravata, porto e detenzione abusiva di armi, sono attualmente detenuti nelle carceri di Caltanissetta e San Cataldo in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti volevano intimidire il sottufficiale perché questi li sospettava di essersi appropriati di alcuni beni custoditi all’interno della proprietà confiscata a Maria Dell’Edera e Katia La Placa, titolari di un’azienda agricola in cui lavorava anche il genero del capomafia Totò Riina, Tony Ciavarello.
(Fonte ANSA)

