Suicidio Anguillara: la lettera d'addio e la pressione mediatica

Suicidio Anguillara: la lettera d’addio, il nuovo interrogatorio e la pressione mediatica

Claudio Carlomagno sorvegliato a vista dopo l'estremo gesto dei genitori

Pasquale Carlomagno, 69 anni, e Maria Messenio, 65, genitori di Claudio Carlomagno, hanno deciso di togliersi la vita nella loro villetta ad Anguillara Sabazia, a quindici giorni dal femminicidio della nuora Federica Torzullo. I corpi sono stati rinvenuti uno accanto all’altro. A lanciare l’allarme è stata la sorella di Maria Messenio, che, non riuscendo a ottenere risposta dopo aver bussato ripetutamente alla porta, ha contattato il numero di emergenza 112.

L’abitazione si trova a breve distanza dalla casa del figlio Claudio e di Federica Torzullo, teatro del delitto avvenuto lo scorso 9 gennaio, e non lontano da quella dei genitori di lei, Roberta e Stefano Torzullo. Ai consuoceri, i due coniugi avevano inviato un unico messaggio di scuse nel giorno dell’arresto del figlio.

Il viaggio in auto a Roma prima di morire

Prima di compiere il gesto estremo, la coppia si era allontanata per un breve viaggio a Roma a bordo del proprio furgone. L’unica uscita registrata in giorni segnati da una pressione crescente e da una situazione personale e familiare ormai compromessa.

Maria Messenio, poliziotta in pensione, aveva nel frattempo rassegnato le dimissioni dall’incarico di assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia. Il marito, titolare di un’azienda specializzata nello smaltimento di terra, società nella quale il figlio Claudio figurava come socio e contabile, aveva visto l’attività sottoposta a sequestro giudiziario.

Suicidio Anguillara, l’ultima lettera all’altro figlio

Nel primo pomeriggio di sabato 24 gennaio, poco prima di chiudersi definitivamente nella loro villetta alla periferia di Anguillara Sabazia, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio si erano recati a casa del figlio più giovane, Davide. Lì avevano lasciato una lettera, per poi allontanarsi. Alla lettura del biglietto, l’uomo ha immediatamente compreso la gravità della situazione e ha avvisato la zia che abita a breve distanza dalla casa dei genitori.

Nello scritto erano contenuti i saluti finali e le ragioni che li avevano condotti alla decisione di farla finita. Nel messaggio lasciato ai familiari, secondo quanto trapela, sarebbe presente anche un riferimento alla pressione mediatica subita negli ultimi giorni.

Fonti della Procura avevano riferito che i coniugi Carlomagno “non erano stati mai indagati, non c’era alcun dubbio sulla loro posizione”. Nonostante ciò, entrambi erano attesi nei prossimi giorni per essere ascoltati dagli inquirenti.

La confessione di Claudio Carlomagno

Nella sua confessione, Claudio Carlomagno ha dichiarato di aver ucciso la moglie intorno alle 6.40 del mattino. Come emerge dall’ordinanza del gip, le immagini delle telecamere installate presso l’abitazione dove Federica Torzullo è stata uccisa avevano immortalato l’arrivo, poco dopo, davanti al cancello, del padre Pasquale, alla guida del suo Fiat Doblò.

L’uomo avrebbe provato a chiamare il figlio senza ottenere risposta. Successivamente, Claudio Carlomagno ha spiegato agli investigatori che il padre si sarebbe recato lì per recuperare le chiavi del furgone aziendale, utilizzato per l’attività di famiglia.

Rapporti non buoni tra Carlomagno e i genitori

Come emerso in questi ultimi giorni, il rapporto tra Claudio Carlomagno e i genitori era segnato da tensioni e distanze. In una fase iniziale, senza esserne consapevole, Pasquale Carlomagno aveva fornito al figlio un alibi, dichiarando ai carabinieri che la mattina della scomparsa di Federica Claudio si trovava al lavoro. Salvo poi precisare che lo aveva appreso da lui.

Maria Messenio aveva accompagnato il figlio in Procura per formalizzare la denuncia di scomparsa della donna. Anche in quell’occasione, tuttavia, i rapporti tra madre e figlio erano apparsi ormai compromessi. La donna avrebbe riferito al procuratore Alberto Liguori di non avere rapporti con il figlio da quattro anni e che di contro lui era legatissimo ai suoceri.

Non a caso, l’ultimo colloquio avuto da Claudio Carlomagno prima dell’omicidio sarebbe stato con la madre di Federica Torzullo. Secondo il gip, l’uomo temeva di essere escluso dal contesto familiare e sociale che aveva costruito attorno a sé.

Claudio Carlomagno guardato a vista in carcere

La Procura di Civitavecchia starebbe valutando l’apertura di un fascicolo per istigazione al suicidio, con l’obiettivo di verificare se Maria Messenio e Pasquale Carlomagno possano aver subito pressioni legate alle indagini sulla fine del rapporto tra il figlio Claudio e Federica Torzullo.

Una relazione ormai conclusa, tanto che la coppia aveva già avviato l’iter per la separazione consensuale. Nel frattempo, Claudio Carlomagno è detenuto nel carcere di Civitavecchia e sottoposto a sorveglianza continua dopo il suicidio dei genitori.

Suicidio Anguillara, le parole del sindaco

“Non ci sono parole ma solo silenzio. Sono ore di ulteriore dolore profondo per Anguillara Sabazia e per me personalmente – ha scritto il sindaco Angelo Pizzigallo sui social – La notizia della morte di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno mi colpisce come Sindaco e ci colpisce come Amministrazione e Comunità, ma prima ancora come persone che hanno condiviso un percorso umano e istituzionale con Maria, che ha servito questa Città come assessore con impegno e dedizione”.

“Davanti a tragedie così grandi, le parole faticano a trovare spazio – ha aggiunto – Resta solo il dovere del rispetto, del silenzio e della vicinanza umana verso chi soffre e verso un’intera comunità ulteriormente sconvolta. Anguillara Sabazia attraversa un altro momento di grande dolore. Come Amministrazione, e come cittadini, siamo chiamati a stringerci con discrezione e dignità”.

Suicidio Anguillara, il legale: “Non hanno sopportato peso”

“Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime, vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità, una catabasi, una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare”, ha sottolineato l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, ai microfoni dell’Adnkronos.

“Le ragioni dietro a questo terribile gesto – ha continuato – sono state spiegate in una lettera al loro altro figlio Davide, in merito alla quale occorre rispetto e privacy. Purtroppo ancora ieri però si leggevano sui social messaggi come ‘quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro’”.

“Leggendo questo e sapendo quanto la pressione mediatica possa turbare le coscienze di chi si trova a vivere queste tremende situazioni, dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici”, ha concluso il legale.
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