"Sulla Cigd polemiche pretestuose |Primi decreti tra poche ore"

“Sulla Cigd polemiche pretestuose |Primi decreti tra poche ore”

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Commenti

    La situazione è difficile e Scavone mi sembra stia facendo correttamente il proprio lavoro, senza demagogia.

    giusto c’e’ l accordo con l’ abi……..
    peccato che molte banche non sono convenzionate, e quelle che hanno sottoscritto l’accordo lo fanno solo ai propri clienti e se avevano gia’ lo stipendio canalizzato su c/c.
    tra l’altro mi chiedevo come mai , dato che la cig e’ partita immediatamente siamo ancora fermi, mentre il mondo dei famosi 600 euro
    (senza nulla togliere al mondo della p.iva) sono stati pagati immediatamente.

    Assessore inadeguato , dimettiti!

    E con la vergognosa gestione di questa vicenda speriamo che il Presidente della Regione lo revochi dall’incarico nel preannunciato rimpasto. Il compito del governo è risolvere i problemi rapidamente, non dire che sono stati bravi.

    Concordo con ” inadeguato”

    Costui può esistere in un ambiente incolto come la politica

    IL NULLA CHE DA QUANDO E’ IN CARICA TUTTO FERMO AL DIPARTIMENTI LAVORO COME DA PRASSI COME GLI ASS.RI PRECEDENTI MA SI DIMETTA E VADA A FARE IL MEDICO E MI AUGURO NON COME HA FATTO L’ ASSESSORE

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.

anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore

“La Sicilia che non vorrei è quella che accetta l’emergenza come condizione normale” o l'accetta come maledizione. Ma è la ripetizione delle varie emergenze da un anno all'altro o senza soluzione di continuità che ci racconta un'altra storia, una storia fatta di nessuna prevenzione, poi di interventi in “tempi rilassati”, quando la maledizione, o la normale emergenza che dir si voglia, ha già colpito facendo apprezzare il benefico aiuto che si completerà essenzialmente con la dichiarazione di calamità e con pioggia di spiccioli o di corpose somme a seconda dei casi e dei beneficiari. Certo le emergenze attirano la politica, e a quanto è evidente il sindacato. E meno male! Ma se non si trattasse di emergenze, bensì di problemi mai affrontati e risolti? Ecco la Sicilia che non fa di ogni problema un'emergenza piovuta dal cielo, secondo il racconto di quest'ampia maggioranza di governo, la Sicilia che individua i responsabili, se ce ne sono, e le soluzioni dei problemi è proprio la Sicilia della quale non possiamo più fare a meno.

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