PALERMO – Concessioni modificate, commercianti sul piede di guerra e uno scambio polemico di battute tra maggioranza e opposizioni. I dehors di Palermo finiscono di nuovo nell’occhio del ciclone dopo che il Suap, in seguito a un parere dell’Avvocatura comunale, ha modificato le concessioni rilasciate per il centro e il netto storico sulle strisce blu. In pratica il Comune ha avvisato 42 esercenti che sedie e tavolini vanno montati e smontati ogni sera e non possono essere lasciati sul suolo pubblico in un orario non compreso tra le 20 e l’una di notte, mentre le concessioni iniziali non prevedevano orari. Il punto è che gli esercenti hanno fatto degli investimenti e adesso temono che possano essere vanificati. Il caso è esploso per prima in via La Lumia, ma riguarda anche altre zone ed è approdato in commissione Attività produttive.
La questione è intricata ed è frutto del regolamento approvato da Sala delle Lapidi nel 2014 che prevedeva una fase sperimentale di tre anni per le concessioni dei vecchi gazebo che, in centro e netto storico, sono 19 (e scadono questo dicembre), a cui si aggiungono 23 concessioni ex novo. Il Suap ha dato le concessioni senza prevedere orario, ma i nodi sono venuti presto al pettine a causa di alcune interpretazioni differenti. Il capoarea, Maria Mandalà, ha così chiesto un parere all’Avvocatura comunale che ha portato alla modifica delle concessioni (il male minore, visto che l’alternativa era la revoca). Il rischio però è che, a dicembre, non scatti il rinnovo visto che il regolamento parla solo di una fase sperimentale triennale. L’unica strada è l’ennesima modifica al regolamento, ma intanto la polemica monta.
“E’ paradossale che molti esercizi commerciali, che l’anno scorso hanno ricevuto le concessioni, oggi si vedono recapitare una revoca parziale, che senso ha avuto rilasciarle? – attacca Alessandro Anello (Ncd), vicepresidente della commissione Attività produttive – L’amministrazione e gli uffici sapevano sin dai tempi del contratto di servizio con Amat che l’occupazione del suolo pubblico, sulle strade di tipo E ed F, era consentita visto che la problematica per la compensazione risultava risolta. Oggi, con la crisi che viviamo, prima il Comune autorizza i negozianti, spingendoli agli investimenti, e ora invece revoca per un’interpretazione regolamentare. Così si penalizza chi investe e si impedisce alle attività di crescere”.
“Le dichiarazioni del consigliere Anello sono fuorvianti e imprecise – ribatte il vice capogruppo del Mov139 Tony Sala – l’azione del Suap è conseguenza di un parere fornito dall’Avvocatura comunale. Parere che induce l’Ufficio ad eseguire le dovute correzioni. Non c’è dunque alcuna revoca di autorizzazioni o concessioni, ma semplicemente un’integrazione e una rettifica dell’articolato di riferimento sui dehors. Gli uffici hanno agito valutando più opportuno salvaguardare le esigenze degli esercenti allocati nel centro storico, a seguito appunto di un espresso parere dell’Avvocatura comunale, chiamata in causa sulla materia. Facili allarmismi su una materia da sempre tanto delicata che chiama in causa l’utilizzo degli stalli da posteggio risulta strumentale, palesemente immotivata ed inopportuna”.
Interviene anche il presidente della commissione Paolo Caracausi (Idv): “E’ iniziata la campagna elettorale per le prossime Amministrative, il collega Anello rilascia dichiarazioni rispondenti solo in parte alla realtà. La commissione è stata interessata da alcuni rappresentanti dei pubblici esercizi del problema, ha sentito gli uffici i quali hanno confermato la necessità di una modifica regolamentare su alcuni punti che, in sede di dibattito d’Aula, sono stati voluti dalle opposizioni. La commissione ritiene che sull’argomento debba intervenire la conferenza dei capigruppo, affinché in maniera unitaria si possa affrontare il problema nell’interesse dei commercianti e dei residenti”.
Giulio Tantillo (Fi) annuncia: “Abbiamo già comunicato all’assessore e al presidente del consiglio la nostra richiesta di una convocazione urgentissima dei vertici amministrativi e politici del Suap. I commercianti vivono una situazione di incertezza e molto spesso i tecnici lamentano la mancanza di informazioni in tempi brevi. Unica attenuante del Suap è la mancanza di personale perché non c’è una vera sinergia all’interno della macchina amministrativa. Necessita una revisione organizzativa totale”

