Superbonus, la rivolta degli ingegneri: impossibile lavorare, rischio blocco - Live Sicilia

Superbonus, la rivolta degli ingegneri: impossibile lavorare, rischio blocco

L'allarme del presidente dell'ordine di Palermo Vincenzo Di Dio
EDILIZIA
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PALERMO – Professionisti di fatto impossibilitati a firmare i documenti, coperture assicurative non più accessibili, un concreto rischio di stop per l’iter dei bonus edilizi, primo fra tutti il Superbonus 110, e la conseguente prospettiva di un grave danno economico all’intero comparto. Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo, Vincenzo Di Dio, lancia l’allarme sullo scenario che si apre in seguito al provvedimento con cui il governo nazionale introduce nuove misure per il contrasto alle frodi fiscali nella cessione dei crediti collegata alle agevolazioni statali per i interventi edilizi.

“Il Consiglio dei Ministri – afferma Di Dio – ha varato il cosiddetto «Decreto Legge antifrode» incurante delle molte proteste che si erano levate fin dalle primissime notizie giornalistiche sulle preannunciate intenzioni del Governo. L’Ordine degli Ingegneri esprime con chiarezza e senza ambiguità la piena condivisione dell’esigenza prioritaria di evitare eventuali frodi in tutti gli interventi che prevedono agevolazioni dello Stato, ma non può accettare che questo principio si esprima in forma di ingiustificato e sproporzionato accanimento sanzionatorio sulle attività di asseverazione svolte dai professionisti”.

“Inasprimento sanzionatorio incoerente con la realtà”. “Alla luce di un’analisi non verificabile e non meglio definita nei tempi e nelle circostanze – prosegue il presidente degli Ingegneri – il Governo ha evidenziato una rilevante azione fraudolenta nelle procedure con agevolazione statale. Si tratta di un panorama vastissimo di interventi nei più diversi settori, alcuni dei quali esistono già da una ventina di anni e tra cui solo il Superbonus 110 prevede l’asseverazione da parte di un tecnico. In questo ampio scenario, gli interventi di Superbonus 110 presentano una presunta fraudolenza del 3% circa. Ciò porterebbe a concludere che i meccanismi già previsti nelle norme vigenti hanno funzionato correttamente e che le asseverazioni e le conformità richieste sono risultati efficaci. Tuttavia, inspiegabilmente e fuori dalla logica della lineare deduzione dalla realtà dei fatti, il Governo ha specificatamente introdotto un sensibile inasprimento del regime sanzionatorio penale, da due a cinque anni di reclusione, e amministrativo, da 50.000 a 100.000 euro di multa, con ulteriore e non ben definito aumento della pena se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto. Il tecnico asseveratore, che già agisce nell’incertezza di un panorama normativo e legislativo di riferimento confuso, a volte contraddittorio e in continuo mutamento, quindi tale da rendere alto il rischio di errore, si troverà nell’impossibilità di firmare qualsiasi atto chiamato a interpretare formule normative come la congruità dei prezzi. Tutto ciò, oltre a essere offensivo per la categoria professionale che questo Ordine rappresenta, produrrà ulteriori difficoltà che finiranno per bloccare l’iter dei bonus edilizi”.

“Messo in crisi il sistema assicurativo”. “Il «processo» già avviato nello spirito di questo decreto – sottolinea ancora Vincenzo Di Dio – mette in crisi anche il sistema assicurativo che da sempre ha regolato l’attività professionale e che finora ha previsto una formula specifica per gli interventi Superbonus 110. Le polizze assicurative di qualunque genere coprono l’errore e, ovviamente, non l’ipotesi di fraudolenza eventualmente sollevata dall’Agenzia delle Entrate che, tuttavia, trova compimento solo al momento della condanna definitiva. Si entra quindi in un limbo in cui il professionista non ha alcuna garanzia e sarebbe costretto ad affrontare in prima persona eventuali sanzioni. Inoltre, l’introduzione dei limiti temporali, per esempio quello per le case unifamiliari, pone utenti e professionisti nella necessità di procedere senza poter attendere ulteriori chiarificazioni e stabilizzazioni del panorama normativo”.

“Si rischia un blocco che riconsegnerebbe la filiera al caos e alla disoccupazione”. “Quando, nel 2020, si sono cominciati ad avviare i procedimenti con cessione del credito o sconto in fattura – conclude il presidente Di Dio – tutto il mondo dell’edilizia versava in una crisi profonda, in tutta Italia migliaia di operai erano in cassa integrazione e le imprese erano in chiusura. Così pure gli studi professionali, stroncati dalla pandemia. Questi interventi agevolati hanno riaperto i cantieri e riportato gli operai, le imprese, i professionisti, i fornitori e le industrie produttrici al lavoro. La cecità degli interventi normativi di questi ultimi tempi sta però rendendo impossibile continuare, riconsegnando l’intera filiera dell’edilizia al caos e alla disoccupazione. In conclusione, ci troviamo di fronte a un Decreto di incomprensibile gravità che porterà solo confusione e impossibilità di migliorare il nostro patrimonio edilizio dal punto di vista energetico e strutturale, colpevolizzando senza motivo i tecnici asseveratori”.

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