ROMA – Alla fine il commissariamento della gestione del Cara di Mineo ci sarà. Ad annunciarlo è lo stesso Raffaele Cantone, durante la trasmissione “Otto e mezzo” su La Sette. Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione è stato chiarissimo: “Poco meno di un’ora fa ho notificato l’apertura del procedimento per l’iter di commissariamento dell’appalto da 100 milioni alle cooperative coinvolte in Mafia Capitale per la gestione di alcuni servizi al Cara di Mineo”.
Un terremoto quello che sta scuotendo tutto il sistema dell’accoglienza al Cara di Mineo che non sembra destinato a placarsi. Un destino quasi inevitabile quello del commissariamento delle cooperative dopo lo tsunami delle inchieste giudiziarie della Procura di Roma con Mafia Capitale, capitolo 1 e 2, e della magistratura catanese.
Pochi giorni fa i carabinieri di Catanai hanno effettuato perquisizioni nella sede della Provincia etnea e della Cooperativa Sol Calatino, con sequestri di pc e documentazione. E con la notifica del decreto di perquisizione sono stati resi noti (ufficialmente) i nomi dei sei indagati della procura di Catania. Tra questi il sottosegretario Giuseppe Castiglione, che in un’intervista a Repubblica ha ribadito il fatto che “non si dimetterà dal suo ruolo istituzionale”.
E nella lista dei sei c’è anche Luca Odevaine, il consulente che con le sue conversazioni intercettate dalle cimici della Procura di Roma ha scatenato il cataclisma al Cara di Mineo. Coinvolti anche il direttore del Consorzio, Giovanni Ferrera, Paolo Ragusa, presidente della Cooperativa Sol. Calatino, e i sindaci di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra. Sabato i due primi cittadini hanno annunciato che domani presenteranno istanza per chiedere lo scioglimento del Consorzio Calatino Terre d’Accoglienza. La decisione del presidente dell’Anticorruzione ha però rimescolato tutte le carte, e adesso a Mineo arriverà un commissario a gestire l’appalto milionario.

