Il ministro ha risolto con 60 telecamere in più ! ?

Il ministro ha risolto con 60 telecamere in più ! ?
Leggendo i tanti interventi di solidarietà alla Sicily by Car e al suo fondatore, non mi pare che qualcuno abbia fatto caso all'affermazione di Tommaso Dragotto: “Sto pensando a una vigilanza armata per difendere la mia società e soprattutto le persone che ci lavorano”. Non è accettabile in un paese democratico che il cittadino si armi, o che sia costretto a farlo, per difendere sé, i suoi beni e chi lavora in ditta. In un paese democratico non vogliamo che circolino polizie private in armi. In un paese democratico lo Stato deve provvedere alla difesa del cittadino abbiente e del poveraccio. Quindi, il messaggio è che la chiusura anticipata dei locali e l'accensione di altre 60 telecamere non risolvono un bel niente. Ci vogliono uomini di qualità e denari, tanti denari per vedere un altro film.
I locali presìdi di legalità, in effetti lo vediamo da dieci anni quanta legalità si è sviluppata, soprattutto al centro storico. A me pare il contrario.
L'unico modo per evitare danni è evitare questi luoghi, possono mettere tutti i presidi e telecamere del mondo
Buongiorno, è vergognoso come possa accadere tutto ciò, lo Stato DEVE INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE. METTENDO IN ATTO TUTTA LA POTENZA DELLO STATO. NON PUÒ DIFENDERSI IL PRIVATO CITTADINO. È ASSURDO TUTTO CIÒ. ALESSANDRO STRACUZZI
Bravo susino fulgido esempio di trasparenza legalità trasparenza serietà , scusatemi se dimentico qualcuna delle sue grandissime e tantissime qualità che senz altro gli possono permettere di protestare per la presenza di cuffaro , se avessimo tanti grandi personaggi e statisti come lui a governare Palermo la città sarebbe definitivamente sistemata al meglio
VERGOGNA…
Quella (oscena) vittoria di Cuffaro
In Sicilia, alle elezioni regionali del 2006, Totò Cuffaro vede confermato il suo incarico di governatore della Sicilia nonostante fosse sotto processo per mafia. Una (oscena) vittoria favorita indubbiamente da Cosa Nostra e dalla partecipazione di un popolo complice. Il suo avversario politico di allora si chiamava Rita Borsellino. “Non mi battevo solamente contro Totò Cuffaro – aveva ribadito anni dopo – ma contro un sistema e non sono stata sconfitta da quel sistema perché non sono scesa a nessun compromesso. Successivamente ho proposto la mozione di sfiducia nei confronti di Cuffaro e ho ottenuto il risultato che dimostra che i siciliani hanno capito. Sicuramente poi non hanno avuto la forza di continuare, probabilmente perché c’è stato chi non ha avuto il coraggio o ha avuto poco entusiasmo nell’appoggiare e portare avanti un progetto di quel genere. Che era difficile e anche rischioso”. “Credo che proprio queste esperienze pregresse – aveva ulteriormente sottolineato – mostrino qual è il mio progetto e come lo porto avanti. Paolo (Borsellino, ndr) parlava di ‘contiguità’, di ‘compromesso’, non parlava soltanto di mafia, parlava anche di quelle persone che pur non avendo delle responsabilità penalmente perseguibili sono da tenere lontane da determinati ambienti. Pretenderei che fosse la politica a svolgere questo ruolo, così come gli stessi partiti. C’è chi sporca la politica, chi non è degno di farvi parte con i suoi comportamenti anche se non sono penalmente perseguibili”. “Credo fermamente – aveva concluso – che sia la politica e non la magistratura a doversi occupare dei comportamenti di un suo esponente quando deve essere estromesso. Ogni volta che si è costretti a rivolgersi alla magistratura o è la stessa magistratura che deve risolvere un problema è un’ennesima sconfitta della politica. Non voglio che la politica sia sconfitta, pretendo che sia la politica a fare pulizia al proprio interno”.
1 – Giusto prendersi cura anche dei carcerati. Ma questi devono PENTIRSI. Altrimenti non vale. E Pentirsi non vuol dire percepire lo stipendio ma aver compreso che non si può vivere facendo del male al prossimo.
2 – Giusto educare i parenti dei carcerati perché sparare i giochi d’artificio davanti al carcere Pagliarelli e Ucciardone dovrebbe essere proibito oltre che pericolo per l’incolumità pubblica, per la viabilità…
3 – Giusto educare le forze dell’ordine a non ignorare il punto – 2-
4 – MA ANCORA PIU’ GIUSTO E’ CREARE UN PERCORSO TOTALMENTE A CARICO DI VIENE RICONOSCIUTO COLPEVOLE.
E PENSO A TUTTO IL PATRIMONIO ECONOMICO MAFIOSO O DI QUEGLI IMPRENDITORI CHE HANNO TRUFFATO STATO E FAMIGLIE E COSI’ A SCALARE FINO AL RUBA GALLINE.
QUESTO DEVE SERVIRE A CREARE UN FONDO A TUTELE E SOSTEGNO DELLE VITTIME CHE SUBISCONO LO SHOCK DELLA VIOLENZA GRATUITA PER SE E PER I PROPRI FAMILIARI A CAUSA DI MINACCIA, DI RAPINA, DI ESTORSIONE FINO ALL’OMICIDIO.
LE VIOLENZE DESCRITTE SONO VIOLAZIONI INAUDITE DELLA VITA PRIVATA CHE SEGNANO PER SEMPRE CHI LE SUBISCE …..
TROVO ASSURDO CHE QUESTO PASSI ANCORA INOSSERVATO…
P.S.
a causa di una rapina uno dei miei figli è rimasto sotto shock per tre anni…
Da soli abbiamo dovuto pensare al suo sostegno psicologico.
Da soli abbiamo dovuto investire affinché quell’evento potesse essere cancellato per sempre dalla memoria del nostro minore…
Ma comprendo che non tutti hanno la stessa forza d’animo ed economica per superare questi eventi.
Subire una rapina a settimana a mano armata è un evento violento. Neppure il miglio poliziotto d’Italia o del mondo si trova una volta a settimana a dover fronteggiare senza armi un delinquente a mano armata…
BASTA AL PERBENISMO UNILATERALE SOLO PER CONSENSI A DOPPIO FINE…
LA POLITICA DEVE GUARDARE ALLE ESIGENZE DI TUTTO IL PAESE RENDENDO CONTO CHE DEV’ESSERE RESPONSABILE DI TUTTA LA CITTADINANZA INTERESSATA OGNI VOLTA CHE SI AFFRONTA O SI CERCA LA SOLUZIONE AD UN PROBLEMA.
Rispetto per il detenuto cuffaro e la dignità con cui ha scontato la pena. Però ha ragione la sinistra: nessuna corsia preferenziale. Non si deve passare dalla demonizzazione alla beatificazione. Non si capisce a che titolo parli un condannato per questo tipo di reati e non ad esempio un ultrà o un antagonista condannato per reati da stadio o politici.