Tra speranze e paura di non farcela | Medicina, ecco il dopo-test

Tra speranze e paura di non farcela | Medicina, ecco il dopo-test

Marco D'Amico (Udu) e alcuni studenti che hanno sostenuto il test per Medicina

Gli aspiranti medici che si sono presentati nelle aule di viale delle Scienze sono stati circa 2.296, trend in diminuzione rispetto all'anno precedente. In tanti, all'uscita dalla prova, scoraggiati dalla difficoltà delle domande.

PALERMO – Dopo il concorso per l’accesso a Ingegneria, Scienze Umane e Professioni sanitarie, si è concluso poche ore fa anche il tanto temuto test per la Scuola di Medicina dell’Università di Palermo. Gli aspiranti medici che si sono presentati alle aule di via Parlavecchio e all’Edificio 19 di viale delle Scienze sono stati circa 2.296, trend in diminuzione rispetto all’anno precedente. Per i futuri camici bianchi i posti disponibili saranno solamente 200 a Palermo, 97 a Caltanissetta e 15 per Odontoiatria e protesi dentaria. Tanta tensione questa mattina fuori dalle aule del Polididattico, accresciuta anche dalle proteste dell’Unione degli universitari che hanno esposto fuori dall’edificio uno striscione che riporta il testo dell’articolo 34 della Costituzione, secondo il quale lo studio deve essere garantito a tutti.

Sessanta quesiti su argomenti di cultura generale, logica, biologia, chimica, matematica, fisica e 100 minuti a disposizione. Domande abbastanza complesse e più difficili rispetto a quelle dello scorso anno, a detta dei tanti studenti che al termine della prova hanno lasciato le aule della facoltà visibilmente scossi e scoraggiati. In molti hanno provato l’accesso anche ad altre facoltà universitarie, come Angela che, dopo essersi diplomata al liceo classico, sogna di diventare un medico affermato. “Quesiti difficili e poco tempo per ragionare in modo approfondito. Ho provato anche i test di Professioni sanitarie e ammetto che erano molto più facili. Logica è stata la parte più complicata senz’altro, al contrario di matematica e fisica”. “Difficilissimo! Nonostante a scuola io abbia avuto una buona preparazione e in estate abbia preso lezioni private di matematica, credo proprio che il mio punteggio sia molto basso. Tante domande specifiche e la parte di matematica era quasi paragonabile a quella del test di ingegneria – racconta Valeria Pillitteri, che al termine del concorso appare piuttosto insoddisfatta e demotivata -. Quest’anno il punteggio si abbasserà sicuramente. Proverò in alternativa anche Biotecnologie, Chimica e tecnologie farmaceutiche e Ingegneria Chimica”.

C’è anche chi ci riprova dopo la deludente prova sostenuta lo scorso anno e, in attesa dell’esito del ricorso che si avrà fra qualche mese, tenta il colpo di fortuna anche stavolta. “Domani sosterrò un esame di Istologia ed Embriologia ma in attesa della sentenza finale preferisco riprovare il test – dice Giuseppe Scalia, ammesso con riserva alla facoltà di Medicina e Chirurgia -. So bene che è una cosa insensata, soprattutto perché negli studi mi do da fare e ottengo buoni risultati, ma ho preferito non rischiare. E’ il mio sogno da quando sono bambino e anche i miei genitori credono in me. Loro sono insegnanti e preferiscono che io prenda una strada diversa rispetto alla loro”. Per prepararsi ai test molti aspiranti camici bianchi scelgono i corsi privati, costosi ma a detta di tanti efficaci e utili. “Il test era proprio come me lo aspettavo. Molte domande non mirano alla conoscenza quanto alla capacità di ragionamento ma questo lo sapevo già in quanto ho frequentato un corso privato estivo – racconta Domenico, ex studente del liceo scientifico e originario del comune di Gangi – Se l’esito dovesse essere positivo sarei disposto ad andare ovunque. Medicina è una mia passione fin da piccolo e non mi lascerei scappare questa occasione”.

Ad accogliere e a fare da guida agli studenti, spesso disorientati e confusi, ci pensano due giovani universitari, Eugen Ballotta e Marco D’Amico, appartenenti all’Udu, l’Unione degli studenti universitari. “Questo test è stato, ancora una volta, una scommessa per tutti. Durante questi ultimi due anni l’Udu si è impegnata per aiutare le future matricole, organizzando dei corsi estivi assolutamente gratuiti. Se da una parte l’organizzazione universitaria continua a peccare in questo e a lasciare dei vuoti incolmabili, dall’altra la nostra associazione continua ad aiutare gli studenti, dando una mano a chi da solo non riesce a prepararsi adeguatamente”.

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