PALERMO – Dati in chiaroscuro per l’estate turistica di Palermo e provincia. Se infatti da un lato il capoluogo, dopo l’ottima performance primaverile (le presenze sono cresciute del 10 per cento ad aprile e del 15 per cento a maggio), vede una previsione di incremento per le presenze anche per giugno, luglio ed agosto, il resto della provincia, con le “perle” come Cefalù in sofferenza, registra dati ancora deboli, sui livelli degli scorsi anni.
A Palermo, per il mese di giugno, i dati sono ancora sorprendenti, con tantissime presenze già registrate in queste prime settimane e la metà delle strutture che già registra il tutto esaurito fino alla fine del mese. Ed anche per luglio ed agosto, in cui già ad oggi un albergo su quattro ha esaurito le camere, le prenotazioni sono in aumento rispetto agli ultimi due anni, per la felicità degli albergatori che vedono in questo aumento uno slancio decisivo per la ripresa del turismo nel capoluogo siciliano.
“I mesi appena trascorsi hanno visto un incremento delle presenze turistiche che ci fa pensare in maniera positiva – commenta Nicolò Farruggio, presidente di Federalberghi Palermo –, e le previsioni per luglio ed agosto, dopo l’ottimo maggio ed un buon giugno, sono nettamente positive. L’incremento delle presenze è dovuto in buona parte agli stranieri, con in testa statunitensi e sudamericani ed il ritorno forte della componente giapponese, che stanno tornando ad apprezzare la nostra città. L’introduzione, dallo scorso 17 maggio, dell’imposta di soggiorno, non ha influito in alcun modo sul turismo a Palermo, con i visitatori che pagano volentieri perché oramai abituati a questa consuetudine che è presente in quasi tutte le principali città europee. Palermo e la spiaggia di Mondello – aggiunge Farruggio – si vendono con maggior frequenza rispetto al passato e speriamo che le prossime settimane siano decisive per superare la già buone previsioni per l’estate”.
Purtroppo, di contro, il resto della provincia continua a soffrire ed a ritardare la ripresa. Tutte le località marittime registrano dati in pari con i bui anni precedenti, senza appunto dare segnali positivi, per un’estate che verrà probabilmente ricordata come l’ennesima occasione perduta per risorgere. Alla guida della spiacevole classifica delle località in sofferenza c’è Cefalù. La cittadina ai piedi delle Madonie, dopo una leggerissima ripresa nei mesi primaverili, è tornata a far segnare il segno meno rispetto al già disastroso 2013 per giugno, mentre luglio ed agosto sono in linea con gli anni passati, con il 60% delle strutture già esaurite ed addirittura tre su quattro per la settimana di Ferragosto, punta di diamante del periodo turistico cefaludese. Dati in calo rispetto al passato: “Cefalù – prosegue Farruggio – ha sofferto e sta soffrendo di un continuo calo delle presenze dovuto ad un calo di ‘appeal’, e purtroppo non è bastata la leggera ripresa nel periodo pre e post pasquale per ridare slancio al turismo nella cittadina”.
Anche le altre mete rimangono in chiaroscuro e comunque troppo legate ad una stagionalità che le vede riempirsi nelle prime tre settimane di agosto e quasi vuote nel resto del periodo estivo. “Ustica – conclude il presidente Farruggio – su vende meglio degli anni passati, ma purtroppo rimane legata ad una maggior stagionalità nel periodo agostano, che fa infatti già registrare il tutto esaurito per due strutture su tre e sarà come sempre piena a ferragosto. Le altre località rimangono vittime di un turismo legato ai siciliani stessi e non attirano quasi per nulla turisti dal resto dell’Italia o del mondo”.

