Tutti divisi alla festa dell'Unità | Il doppio gioco del Pd - Live Sicilia

Tutti divisi alla festa dell’Unità | Il doppio gioco del Pd

Con Crocetta, ma contro Crocetta. Correnti in lotta. Le contraddizioni nella kermesse catanese.

Il punto
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PALERMO – La festa dell’Unità celebrerà le solite divisioni. Quelle del Pd, e in particolare quello siciliano, che da anni, ormai, ama il doppio gioco. Un partito di governo che lotta. E un partito di lotta che governa. Tutto insieme, nella somma spesso stridente delle sue componenti, le aree o quelle che una volta si chiamavano “correnti”.

Alla festa dell’Unità che aprirà i battenti domani a Catania, il partito nazionale, che qualche problema di suo ce l’ha già, annuserà l’odore stantìo delle liti siciliane, avvertirà l’eco costante delle divisioni e delle contraddizioni di un partito che è fatto di tanti partiti.

Persino dentro un governo a guida Pd. Ma quale Pd? Fino a pochi giorni fa, il sottosegretario Davide Faraone ha ribadito: “Se in vista delle prossime regionali io dovessi sostenere Crocetta o qualcuno vicino a lui, sarei da Tso”. Da ricovero, insomma. E Faraone ha anche aggiunto: “Certamente, tra i candidati alla presidenza della Regione ci sarà uno dei nostri”. I nostri, cioè i renziani. Contro i loro, vale a dire tutti gli altri. Del Pd.

Eppure, eccole le contraddizioni. Di un partito in cui i più vicini al premier hanno censurato, e pesantemente, l’operato di Rosario Crocetta, ma hanno anche pervicacemente tenuto in giunta propri esponenti. E non ceerto in posizioni marginali: Alessandro Baccei è il vero “commissario” della Regione, Baldo Gucciardi guida il sempre appetitoso settore della Sanità siciliana, Vania Contrafatto gestisce la materia ampia e delicatissima dei rifiuti, dell’acqua, dell’eolico e dei prossimi termovalorizzatori. Tutti lì, diversi ma insieme. Divisi ma vicini.

A rendere sempre attuale la schizofrenia di un partito che rivendica le proprie “distanze interne” come il vero segnale di un dialogo assente, invece, all’interno delle altre forze politiche. Ma spesso, in questo senso, il Pd non è credibile. Non lo è, ad esempio, proprio nei rapporti tra le “correnti” e il governatore. All’inizio era stato il turno dei “cuperliani”: rimasti fuori dalla giunta per mesi hanno sparato “alzo zero” contro il governatore incapace, la giunta dei camerieri, il governo dei gabinettisti. Salvo poi accettare l’invito del governatore, entrare in quella giunta (ovviamente da chef) e riempire gli uffici di gabinetto con i propri fedelissimi.

Già, perché adesso Crocetta fa comodo a tutti. Alle aspirazioni storiche di Antonello Cracolici, a quelle di un gruppo che si è sentito estromesso proprio quando, finalmente, poteva entrare alla Regione dalla porta principale. Fa comodo anche all’area di Davide Faraone, tutto sommato: senza Crocetta sarebbe impossibile giocare “di sponda”, in vista delle prossime Regionali. E nelle pieghe delle storie personali, fa potenzialmente comodo agli assessori e a deputati che proveranno, in vista della difficile corsa alla riconferma, a sfruttare l’onda positiva, magari, dei concorsi nella Sanità, delle stabilizzazioni dei precari, delle nuove assunzioni nella Formazione professionale. Mentre qualcun altro, finché starà in giunta, eviterà un futuro complicato. Nel caso di Vania Contrafatto, ad esempio, un rientro nella magistratura, ma a molti chilometri di distanza dall’Isola, cioè da casa.

Così, tutti lì. Divisi ma stretti stretti. Nonostante le sferzate romane. Giunte al limite dell’insulto personale, proprio nel caso di Faraone e Crocetta. E gli interventi (leggasi impugnative o bocciature) del Consiglio dei ministri sulle leggi del governo. In qualche caso proprio nel settore nel quale i renziani “vantano” un proprio assessore: Vania Contrafatto, appunto. Messa in mezzo all’eterno tira e molla tra la Capitale e il capoluogo. Un braccio di ferro che a dire il vero si propaga un po’ in tutti gli angoli di Sicilia. A Siracusa, ad esempio, dove non troppo tempo fa un “cuperliano” come Bruno Marziano annunciò una querela per voto di scambio contro Crocetta a causa dell’ingresso in giunta di un renziano come Gerratana. Alla fine in giunta è entrato proprio Marziano. E poi, ecco i paradossi di un candidato sindaco (sconfitto) a Enna che porta il nome di Mirello Crisafulli, costretto a presentarsi con un simbolo del Pd contraffatto, in una provincia che poi il Pd ha affidato a un commissario. Come quella di Messina, del resto, dove il potere di Francantonio Genovese è stato in parte frantumato dalle vicende giudiziarie, ma che in qualche modo ha deciso di ricomporsi altrove: in Forza Italia, in particolare. E anche lì, ecco il commissariamento. E che dire dellle faide catanesi, alimentate anche dalle new entry di giovani rampanti come Luca Sammartino e Valeria Sudano? O a Trapani, dove il partito, che sta subendo un po’ dovunque scoppole dai grillini, deve gestire l’approdo di big che una volta furono del centrodestra come Paolo Ruggirello, mentre si profila una nuova guerra per la possibile candidatura dell’ex sindaco di Forza Italia Mimmo Fazio, anche col sostegno – si mormora – del Pd.

Provincia che vai, magagna che trovi, insomma. E ancora fresco è il pirandelliano caso delle “primarie di centrosinistra” per la scelta del candidato sindaco di Agrigento che portarono, di fatto, alla scelta di un esponente per anni vicino a Forza Italia come Silvio Alessi. Finite quelle primarie, con l’indicazione del patron dell’Akragas, il Pd fu costretto alla retromarcia e a disconoscere quelle stesse consultazioni.

Eccolo il doppio gioco del Pd. Diviso ovunque, e da sempre in bilico, nel precario equilibrio delle proprie correnti e – fenomeno più massiccio negli ultimi anni – in quello tra esponenti storici e recenti cambiacasacca. Differenze che si traducono nella contraddizione delle contraddizioni. Quelle di un partito di governo quando lotta e di lotta mentre governa. Ed è storia vecchia. Basti pensare alle liti in occasione della direzione del Pd tra quanti spingevano per l’ingresso “ufficiale” nella giunta di Lombardo (Cracolici, Lumia e Cardinale) e quanti si opponevano (l’allora segretario Lupo). Il resto, è storia recente. Una storia di divisioni da celebrare alla festa dell’Unità.


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Commenti

    Povera Sicilia! PD, per dove?

    Tutti insieme appassionatamente, tutti quelli che per stare con le mani in pasta sono disposti a tutto, stu partito dovrebbe essere senza nome oppure chiamarsi ristorante

    Il PD una volta alla festa dell’Unità arrostiva la salsiccia, adesso sulla gradiglia mette i diritti dei lavoratori, con il Jobs act, e dei pensionati, con la legge Fornero, da loro voluta e votata.

    Vengono in Sicilia perchè c’è il campione assoluto, il vero leader morale del PD, Crocetta.

    Ha devastato il settore della formazione professionale calpestando i diritti dei lavoratori, licenziando almeno 4000 dipendenti, sino ad ora, senza curarsi di rispettare la legislazione vigente nel settore.

    invece Renzi i posti di lavoro si vanta di averli salvati, a chi, ai bancari che hanno imbrogliato i correntisti, e a cui hanno fatto perdere tutti i risparmi accantonati da una vita di lavoro, con investimenti fasulli.

    Adesso hanno la spudorataggine di venire a festeggiare in Sicilia, dove pensano di poter ricevere meno fischi possibili, secondo me si sbagliano.

    Ma non è un po’ troppo di parte questo articolo? Non dovrebbe un giornalista raccontare i fatti senza dare giudizi?

    Gentile Daniela, il giornalista ha detto solo la verità, mica è un giudizio l’azione da barzelletta di questo PD attuale…o forse è un giudizio la storia di Cracolici, prima a sputare e a criticare contro Crocetta e poi a fare parte del suo governo? è un giudizio la ridicola sceneggiata a cui assistiamo ogni giorno con i vari Crocetta, Faraone, ecc…un pò troppo? ma che dici?

    Ormai siamo ad un anno dalle elezioni e il PD e tutti i suoi ridicoli personaggi saranno asfaltati, anche se cercheranno, come cercheranno, di riciclarsi…una parola sola riassume tutto, VERGOGNA

    che bello il pd del rottamatore, lo ha talmente rottamato che è venuto meglio della vecchia dc e ancor più bello di forza italia. ma chi ha votato la sinistra stia tranquillo…. siamo nella destra.

    La verita’ fa male . Ne vedremo delle belle alle prossime elezioni.

    Il giornalista in questo caso è stato fin troppo buono limitandosi a citare soltanto alcune acontraddizioni tra i big e tralasciando gli effetti del governo Crocetta e dei suoi assessori prevalentemente del PD che si sono rivelati semplicemente distruttivi e devastanti per l’intera regione ed indirettamente per tutto il Paese

    Divisi? potrebbe anche sembrare, ma siamo e saremo ancora per tantissimi anni il Partito di governo della nazione sotto la guida del nostro premier nonchè segretario Matteo Renzi. Ricordatevi sempre che in democrazia comanda chi prende più voti, e fino a quando la maggioranza degli italiani continuerà a premiarci tutto il resto sarà soltanto una inutile discussione politica.

    Il PD è solo un calderone dove ruotano personaggi legati alle poltrone ed indifferenti alle problematica della gente con coerenza pari allo zero…il resto sono favole !!! Renzi ha deluso…Crocetta e company non ne parliamo….un disastro!! Ma bisogna tener duro ancora un pochetto ( visto che tengono il posto sino alle fine ) e alle elezioni mandare questi “sognori” a farsi la festa a casa loro

    Mi scusi…CROCETTA è stato eletto e purtroppo dobbiamo sopportarlo….ma RENZI, come LETTA…MONTI…ecc chi mai degli Italiani li ha votati ( visto che parla di democrazia ). ANDATE ALLE ELEZIONE E VEDRETE DOVE VI MANDA LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI.

    Gentile Pier Camillo,
    io veramente ricordo un’altra storia. Alle elezioni centro destra e centro sinistra si sono piùo meno equivalsi. Venne fuori un accordo per far fuori il Movimento 5 stelle, che da solo non aveva i voti per governare, e venne fuori il premier Letta. Poi con un colpo di mano misterioso e incomprensibile per me (ma non ho l’illuminazione e la purezza tipica del centro sinistra) venne fuori il grande Matteo Renzi e la sua corte dei miracoli. Il quale è andato avanti non rispettando gli accordi che erano stati alla base dell’inciucio col centro destra e che lo portarono ad essere Premier…ma di che maggioranza parli? aspetta le prossime elezioni!

    mi mancavi pier camillo, in democrazia governa (non comanda) chi prende i voti. speriamo che il tuo amatissimo premier, nonché segretario, ci faccia votare, perché ti ricordo che nessuno lo ha votato.

    Anonimo siciliano perdona la mia grande curiosità, ma tu per chi hai votato finora? perchè da quello scrivi non lo si capisce affatto. In quanto alla Formazione sei male informato, in quanto i veri padroni degli enti sono stati da sempre i politici ed i sindacalisti (di qualsiasi colore politico) che hanno sempre considerato coloro che vi lavoravano non come persone ma come voti elettorali da mungere al bisogno.

    Correnti? Semplici tempeste, ognuno di loro sono una corrente. Ma ancora per poco…

    Pier Camillo è evidentemente un troll che provoca con posizioni palesemente fuori dalla realtà.

    Dopo che con l’accordo Renzi-Crocetta hanno sottratto ai Siciliani miliardi delle loro tasse, si permettono pure di organizzare qua una festa. Evidentemente Renzi e compari ci considerano un popolo senza dignità da spremere e prendere in giro a piacimento.

    Carissimo pier Camillo visto che mi sembri molto addentro le cose del partito democratico mi potresti dire in quale cabina telefonica di Catania si svolgerà la festa dell unità , così se dovessi passare di là per caso potrei andare a fare delle foto di una specie in via di estinzione da conservare ai posteri

    Pier Camillo mi perdoni ma lei mi ha spiazzato, non so se ridere o piangere mi creda….

    Mi permetto di riproporre un concetto già espresso.
    Questa ‘festa’ è un clamoroso autogol di Faraone che, in materia, ha ormai soppiantato Niccolai.

    MA CHI VI VOTA PIU’……..LA GENTE HA CAPITO TUTTO , ED E’ STANCA DI VOI CIAO

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