Uccisa perchè in gravidanza: la famiglia è parte civile - Live Sicilia

Uccisa perchè in gravidanza: la famiglia è parte civile

La tragica vicenda di Agata Scuto: il presunto carnefice si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Ma il corpo della 21enne disabile non è mai stato ritrovato.
VIA AL PROCESSO
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ACIREALE. La mamma e i fratelli di Agata Scuto, la ventiduenne disabile di Acireale sparita nel nulla dieci anni fa, che sarebbe stata ammazzata per occultarne lo stato di gravidanza dall’ex compagno di sua mamma, si sono costituiti parte civile al processo a carico di Rosario Palermo. È lui, sessantunenne catanese, a rispondere dell’omicidio della giovane, il cui corpo non è mai stato rinvenuto. Palermo da ieri è sotto processo in Corte d’assise a Catania. I giudici hanno ammesso tutti i testimoni di accusa e difesa e fissato un’ulteriore data, il 7 novembre alle 9.30, per l’avvio dell’istruttoria dibattimentale.

Quel giorno deporranno i primi testimoni, presumibilmente gli investigatori e i tecnici. Si avvicina, insomma, il momento della verità al processo a carico di Palermo, che è difeso dall’avvocato Marco Tringali e che si è sempre professato innocente, rispedendo al mittente ogni accusa. Le costituzioni di parte civile, va precisato, sono state accolte già dal gup.

Della giovane, come detto, non si seppe più nulla a partire dal 4 giugno 2012. Secondo il pm Antonino Fanara della Procura di Catania, che ha coordinato le indagini dei carabinieri della Compagnia di Acireale e del reparto operativo del Comando provinciale cataese, Palermo avrebbe agito per cercare di nascondere la gravidanza di Agata, che sarebbe rimasta incinta in un rapporto proibito con il compagno di sua mamma.


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