ROMA – L’ambasciatore russo Sergey Razov smentisce ogni ipotesi di “minaccia nucleare” ventilata da Usa e Ue e critica l’Italia con la quale “in questi anni erano stati costruiti dei ponti” e “ora è tutto rivoltato”. Ribadisce che a Mariupol “sono state colpite solo basi militari” e si dice “preoccupato” per l’uso che si potrà fare in Ucraina delle “armi italiane date anche ai civili”.
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Poi ricorda la missione umanitaria durante il Covid: “Al popolo italiano è stata tesa una mano di aiuto, ma se qualcuno morde quella mano non è onorevole”. Intercettato dai giornalisti mentre depositava la querela contro alcuni media italiani responsabili, tra l’altro, di seguire “solo i messaggi di parte ucraina”, l’ambasciatore ricorda che “sono in corso trattative con l’Ucraina e speriamo in esiti positivi”.
Nei giorni scorsi proprio l’aiuto all’Italia durante la prima fase della pandemia era stato oggetto di contestazione al ministro della difesa Lorenzo Guerini
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