"Ufficio stampa, tutti decaduti" | La replica: "Rispetti il contratto"

“Ufficio stampa, tutti decaduti” | La replica: “Rispetti il contratto”

“Ufficio stampa, tutti decaduti” | La replica: “Rispetti il contratto”

"Se sono ancora al loro posto lo sono in modo volontario e li ringrazio". Così il governatore ha parlato dei 21 giornalisti, che hanno tutti contratti da caporedattore. "Se vorranno fare vertenza, lo facciano pure. Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perché non hanno fatto un concorso pubblico". Ordine e sindacato contro il presidente

Regione, l'annuncio di Crocetta
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Rosario Crocetta

Rosario Crocetta

PALERMO – “I giornalisti dell’Ufficio stampa sono già tutti decaduti all’atto della mia proclamazione. Stanno ancora lavorando? È volontariato, per il quale li ringrazieremo e ripagheremo”. Rosario Crocetta prosegue la propria personale battaglia contro i 21 addetti stampa di Palazzo d’Orleans. E i toni, in occasione di una conferenza stampa organizzata al margine dell’incontro con le Istituzioni siciliane, sono molto duri. A tratti sprezzanti. “Con quello che spendiamo per loro, circa tre milioni, sistemiamo 200 precari. Queste persone non possono pensare di poter avere un posto fisso, senza aver vinto alcun concorso”. Ma di concorsi all’Ufficio stampa, comunque, non ce n’è nemmeno all’orizzonte. “Intanto azzeriamo questo ufficio – ha spiegato infatti Crocetta – quindi valuterò tutti i curricula. E magari ne terrò quattro o cinque, tra gli addetti stampa che hanno lavorato meglio. E daremo anche spazio a chi vorrà entrare da fuori”. Selezioni pubbliche quindi? Macché. “Si sceglierà intuitu personae – ha precisato il presidente – in base ai titoli. E comunque tra persone di fiducia, visto che si tratta di svolgere, tutto sommato, il ruolo di portavoce”.

Al di là delle distinzioni tra i ruoli di addetto stampa e portavoce, però, la questione sembra non preoccupare più di tanto il nuovo presidente, convinto di proseguire per la propria strada: “I giornalisti faranno vertenza? Se vinceranno, li assumeremo”, ha replicato. Ma nel mirino del governatore, tra i 21, c’è un giornalista in particolare. Gregorio Arena è stato coordinatore dell’Ufficio stampa in passato. E oggi lavora nella sede di Bruxelles, dopo la richiesta dell’allora dirigente generale Francesco Attaguile, avallata dall’ex presidente Lombardo. “Io sono andato a Bruxelles, – ha detto Crocetta – e lui non c’era. Mi dicono che era in ferie. Ma io negli anni passati, nella sede della Regione in Belgio mi sono recato una dozzina di volte. E l’ho trovato a lavoro soltanto una volta. Mi risulta anche che ci siano relazioni, inviate a Palazzo d’Orleans, nelle quali è scritto che Arena spesso non si reca al lavoro. E comunque – ha aggiunto – lì l’ufficio stampa non serve a nulla”.

Ma la “furia azzeratrice” di Crocetta dovrà fare i conti con i vincoli contrattuali dei giornalisti. A cominciare proprio da Arena, assunto, come tutti gli altri, con un contratto subordinato a tempo indeterminato, così come è dettato dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico. Per il giornalista a Bruxelles, però, la complicazione è doppia, perché l’articolo 22 di quel contratto precisa che i giornalisti “trasferiti” ad altra sede, non possono “spostati” da quella sede prima di tre anni. Arena è in Belgio da circa due. E comunque la sua assenza a Bruxelles nell’ultima visita di Crocetta avrebbe avuto una spiegazione: Arena era in ferie d’ufficio. E avrebbe anche richiesto di rientrare in servizio in anticipo, ma non gli sarebbe stato concesso.

Ma anche il licenziamento degli altri, che deve passare attraverso una “giusta causa”, creerebbe alcuni problemi alla Regione, visto che andrebbero comunque riconosciute 13 mensilità a ognuno dei 21 giornalisti, come indennizzo. Una spesa che, se ritenuta non necessaria, potrebbe provocare un danno all’erario.

Questioni contrattuali, sottolineate dal Cdr dell’Ufficio stampa (“Riteniamo che qualsiasi decisione non possa essere assunta se non attraverso il rispetto delle norme previste dal contratto di lavoro dei giornalisti, a noi applicato, e dallo Statuto dei lavoratori”, ha fatto sapere attraverso una nota) e ripresa dall’Assostampa e dalla Federazione nazionale della stampa. “L’annunciata revoca della fiducia ai giornalisti componenti dell’ufficio stampa della Presidenza della Regione non solleva il presidente Crocetta dagli obblighi del rispetto delle persone, delle professionalità e del contratto di lavoro giornalistico che la Regione siciliana, in virtù della legge regionale n. 7 del 1971, ha correttamente applicato per oltre quarant’anni. La stessa Corte dei Conti, chiamata a pronunciarsi sulle legittimità della presenza in servizio dei giornalisti dell’ufficio stampa – aggiungono – ha precisato che ‘non si puo’ ritenere fisiologico lo smantellamento, di punto in bianco, dell’ufficio stampa della Presidenza solo per la cessazione del mandato presidenziale. Pertanto anche la Regione siciliana, come qualsiasi altro editore che ha alle dipendenze giornalisti regolarmente assunti, ha l’obbligo morale e di legge di rispettare i diritti dei lavoratori e le loro rappresentanze sindacali”.

E al fianco degli addetti stampa della Regione scende in campo anche l’Ordine dei giornalisti: “I colleghi dell’Ufficio stampa della Regione sono sottoposti da giorni ad attacchi tanto scomposti quanto di difficile comprensione, da parte del nuovo presidente della Regione, Rosario Crocetta. Prima ancora di mettersi alla guida della complessa macchina dell’amministrazione regionale, prima ancora di affrontare i costi dei duemila dirigenti, Crocetta – prosegue la nota dell’Ordine – ha individuato in 21 giornalisti la causa di tutti gli sprechi della Regione, giungendo a dichiarare che intende mandarli via per prenderne di nuovi. Ma attenzione, sempre con criteri fiduciari. Non parla, Crocetta, di concorsi e selezioni trasparenti, ma di curricula che gli si dovranno presentare e che egli stesso intende verificare. A questo punto non riusciamo davvero a cogliere la differenza con il tanto deprecato passato. E avvertiamo il pericolo che gli editori siciliani, a fronte di comportamenti così poco istituzionali da parte di un Governatore che continua a evitare qualsiasi confronto sul piano sindacale e professionale, possano essere tentati di adottare metodi ancor più sbrigativi. E questo non lo possiamo né accettare né tollerare. Ci auguriamo che il presidente Crocetta, – aggiunge l’Ordine – al di là dei proclami sulla legalità, decida di agire realmente nel pieno rispetto delle regole vigenti, che non possono essere ignorate. Per parte nostra saremo al fianco dei colleghi, per la tutela del lavoro e della professione. Abbiamo difeso dagli attacchi arroganti, mossi dai predecessori di Crocetta, i giornalisti che scrivevano su di loro, e difendiamo ora – si conclude la nota – i giornalisti dagli attacchi arroganti di chi vuol cambiare tutto per non cambiare niente”. Come dire: non è questo il modo di compiere una “rivoluzione”.


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