CATANIA – “La Uil vuole ripartire dalle ferite di questo territorio, ma anche e soprattutto da talenti e potenzialità inespresse della provincia etnea. La nuova Segreteria ha, quindi, deciso di convocarsi per un programma itinerante di riunioni tematiche nei comuni-simbolo della Catania che produce, soffre, lavora, lotta”. Lo ha deciso oggi la Segreteria territoriale Uil, riunita per la prima volta dopo il congresso del 13 e 14 giugno che aveva eletto Fortunato Parisi alla guida dell’organizzazione insieme con Cesira Ieri, Daniela La Porta, Salvo Bonaventura, Francesco De Martino, Nino Marino e Francesco Prezzavento, componenti dell’organismo sindacale. Tesoriere, Giancarlo Mattone. “Insieme con dirigenti, delegati, rappresentanti aziendali – annuncia la Uil – analizzeremo nei luoghi della nostra iniziativa sindacale la condizione attuale e le prospettive future della città metropolitana, della zona jonico-etnea, del Calatino Sud-Simeto e dell’area pedemontana nella consapevolezza delle specificità di ciascuna di queste realtà umane professionali, sociali. Idee, denunce, proposte della nostra iniziativa sindacale saranno, poi, oggetto di un Dossier Catania che, secondo tradizione Uil, verrà offerto a istituzioni e forze sociali come spunto di collaborazione e dibattito”.
La Segreteria Uil, intanto, rilancia subito la “vertenza-incompiute” perché a partire da Catania si sblocchino gli investimenti in edilizia e vengano finalmente deliberati gli strumenti urbanistici, il Piano regolatore e non solo, da troppi decenni inutilmente attesi. Sul progetto di “Segreteria itinerante”, Fortunato Parisi commenta: “Conosciamo le problematiche del nostro territorio, ma vogliamo ancora di più scendere nel dettaglio delle particolari vocazioni e ascoltare i lavoratori, i disoccupati, i precari, i giovani, insomma i cittadini, per capire meglio come creare condizioni di occupazione e sviluppo. Agli interrogativi e alle sfide sollevati dalla crisi intendiamo rispondere con la nostra cultura di sindacato della proposta, non solo della protesta. Ciò vuol dire che abbiamo voglia e bisogno di avviare un confronto serio, concreto, con istituzioni e altre parti sociali, dopo avere realizzato una ricognizione di aspettative e bisogni delle comunità di questa provincia”.

