Tariffe Rsa e centri di riabilitazione, Abbate annuncia un dd

“Un ddl per gli adeguamenti delle tariffe di Rsa e centri riabilitazione”

Ignazio Abbate
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L'annuncio del deputato Abbate

PALERMO – Un disegno di legge per l’adeguamento delle tariffe delle Rsa, delle Comunità terapeutiche assistite, dei centri per l’autismo e, in generale, delle strutture riabilitative accreditate con il sistema sanitario in Sicilia. Ad annunciarlo è il deputato della Dc all’Ars Ignazio Abbate.

“Non possiamo girarci dall’altra parte di fronte al grido d’allarme lanciato dalle strutture e dalle associazioni di categoria – dice -. Gli operatori socio-sanitari e le strutture del settore della fragilità garantiscono livelli essenziali di assistenza ed elevata professionalità per migliaia di anziani, disabili e soggetti fragili. Non possiamo girarci dall’altra parte lasciando da sole le categorie più fragili. È doveroso che la Regione garantisca un adeguamento retributivo e tariffario equo e sostenibile”.

Come evidenziato in un documento presentato dalle associazioni di settore, le rette attualmente corrisposte dalla Regione risultano bloccate a parametri storici risalenti al 2010 per le Rsa e i Cdr, al 2014 per le tossicodipendenze e al 2015 per i centri per l’autismo. Negli ultimi anni, tuttavia, le strutture hanno dovuto affrontare costi operativi notevolmente cresciuti che vanno da un indice di inflazione cumulato del 36,5% registrato nel periodo 2007-2024 agli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, con incrementi medi dell’11,50%.

“La norma approvata dal Parlamento negli anni scorsi che prevedeva un aumento del 7% è diventata ininfluente visto il decreto assessoriale l’ha spalmata in scaglioni di tre anni (3,5% per il 2025, 1,5% per il 2026 e 2% per il 2027) – ancora Abbate -. L’adeguamento delle tariffe non rappresenta una semplice concessione finanziaria, bensì un vero e proprio investimento strategico per la tenuta del sistema sanitario e sociale regionale. Senza risorse adeguate, il rischio concreto è la saturazione dei servizi, la contrazione dei livelli occupazionali e un forte ridimensionamento della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini più vulnerabili”.

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Abbate poi conclude: “Apprezzo l’impegno e l’attenzione dimostrata dall’assessorato, ma chiedo un ulteriore sforzo programmatico. Occorre dare piena attuazione al piano di revisione retributiva e superare definitivamente i limiti del piano di rientro sanitario che non può gravare da quasi un ventennio sulle spalle di queste categorie fragili. Il sottoscritto, insieme con tutto il gruppo parlamentare della Dc, ne farà una questione di principio sin dalla ripresa dei lavori parlamentari”.

E infine: “Nelle prossime sessioni di bilancio, a partire dalle variazioni del mese di settembre, presenteremo un provvedimento per dare risposte al settore, auspicando che i colleghi di maggioranza e il parlamento intero sostengano questo provvedimento per chiudere definitivamente una problematica che, in un momento positivo di disponibilità economica come quello attuale, non ha ragione di esistere”.


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