Un ragioniere e due imprenditori| False fatture per la cooperativa

Un ragioniere e due imprenditori| False fatture per la cooperativa

Un ragioniere e due imprenditori| False fatture per la cooperativa
Il Tribunale di Palermo
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

    Non ci credo! Le coop rosse sono il massimo della trasparenza e della correttezza amministrativa.qualche imbroglio? Redistribuzione proletaria del reddito. Fatture false : protesta contro il fisco e così di seguito. Così si penalizza l’impresa popolare ah!ah!ah!

    Cercasi 49 milioni di euro degli italiani spariti dai conti della Lega. Lauta ricompensa a chi potrà dare notizie utili al loro ritrovamento.

    Giacomo attendiamo pure i miliardi che dal 2013 al 2017 sono stati stanziati per i vari decreti ed intervento salva banche da parte della sinistra….ha notizie lei? E notizia dell’ultima ora anche Renzi condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale ….ne è a conoscenza ?

    Lei – gentile “Aldebaran” – avrà certamente attentamente letto l’articolo. Quali sono le evidenze, i dati di fatto, che le fanno pensare che la cooperativa “L’Operosa” sia una cooperativa “rossa”? E – nel caso – può spiegarmelo?

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI