PALERMO – La Usb Sanità mette in campo una mobilitazione nazionale il prossimo 29 maggio nell’ambito di una campagna contro il mancato rilancio della sanità pubblica, di cui il Decreto Rilancio. Le parole d’ordine della mobilitazione sono incentrate sulle assunzioni/stabilizzazioni del personale e sul mancato “ristoro” economico (tanto per parafrasare la pioggia di soldi concessa a Confindustria). “Nel Decreto, infatti, non solo le assunzioni previste sono assolutamente insufficienti (mancano all’appello almeno 20.000 infermieri e circa 4/5000 OSS solo per rendere davvero stabili i posti di terapia intensiva) ma – si legge in una nota – sono anche tutti del peggior precariato e con scadenza a dicembre”. A Palermo appuntamento in piazza Ottavio Ziino, davanti all’assessorato regionale alla Sanità, alle 10.
“Inoltre nella versione finale del Decreto, uscita in Gazzetta Ufficiale, è stato cassato l’articolo che prevedeva la proroga della Madia a dicembre 2020 per la stabilizzazione dei precari, colpendo così migliaia di Operatori che in questi mesi d’emergenza hanno garantito l’assistenza. Così come del resto è stato eliminato dal Decreto il bonus una tantum di 1000 euro per il personale sanitario impegnato nell’epidemia. È chiaro che questi due punti, assunzioni/stabilizzazioni e incentivo economico, parlano prevalentemente alle lavoratrici e ai lavoratori, senza i quali tuttavia non si sarebbe potuto parlare di sanità pubblica durante l’emergenza, ma sono inseriti in una cornice generale di difesa e rilancio del SSN pubblico, universale e solidale e declinate nei territori tenendo conto delle specificità”.
Per ultimo la Usb chiederà “l’internalizzazione dei servizi nella Sanità, lo dimostrano i gravi fatti di cronaca giudiziaria – continua la nota – accaduti in Sicilia sugli appalti della Sanità, gestione che la Usb denuncia da sempre e per tanto chiede che i servizi non vengano più appaltati ma internalizzati nell’organico delle strutture ospedaliere. È stato comprovato che la liberalizzazione dei servizi è un sistema antieconomico”.
Il 29 maggio in piazza ci saranno i lavoratori della Dussmann, personale addetto alla sanificazione degli ospedali Villa Sofia e V. Cervello. Per la giornata di mobilitazione nazionale “si coglie l’occasione – ancora il sindacato – per richiedere la realizzazione di un ospedale sull’isola di Lampedusa, è impensabile che la comunità Lampedusana debba spostarsi a proprie spese a Palermo o Agrigento per le visite specialistiche è disumano”.

