Vampe di San Giuseppe e sassaiole| L'emergenza non ferma la stupidità

Vampe di San Giuseppe e sassaiole| L’emergenza non ferma la stupidità

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Commenti

    Purtroppo c’è un virus che non si sconfiggerà mai ed è quello dell’ignoranza.

    San Giuseppe comprende il momento e penso che si stia prodigando per quanto di suo potere divino, gli imbecilli rimangono imbecilli, poco cattolici e molto pagani. Dovrebbero arrestarli tutti.

    E’ il momento di denunciare i genitori dei minori trovati per strada.
    Il Governo deve anche emanare norme che prevedano il pagamento immediato di sanzioni pecuniarie, e nel caso di inadempienza prevedere il sequestro di beni, come tv, cellulari, pc, video giochi e ogni altro bene.

    Lei ha perfettamente ragione ma le galere purtroppo sono troppo affollate, bisogna ricorrere ad altre tipologie di punizione, come quella dei lavori socialmente utili.

    Spiace dirlo, e sono veramente incredulo di dirlo, ma l’unica soluzione di fronte a questi comportamenti è l’arresto immediato per 3 mesi o più. Naturalmente senza alcun processo perchè i fatti sono fatti.

    Il virus peggiore è l’ignoranza in un paese incapace di fare applicare le regole

    Oltre al tampone per la ricerca del coronavirus io farei esaminare attentamente il cervello di chi fa queste cose…..

    Non è ignoranza é imbecillità . Non c’è di peggio quando una persona crede di
    essere intelligente , però fa l’imbecille .

    …….la vicenda è emblematica del livello di sottocultura di larghe fasce della popolazione cittadina, ma all’ignoranza si aggiunge la tracotanza e la consapevolezza dell’impunità confermate dalla reazione becera nei confronti di chi ha provveduto alla rimozione delle
    cataste.

    Prima di diventare una città normale occorrano ancora un paio di secoli e intanto
    il mondo cammina e va avanti ( Coronavirus permettendo ! ), mentre noi sprofondiamo
    sempre più in fondo in tutte le graduatorie che misurano welfare, servizi, cultura di base,
    criminalità, disoccupazione, PIL etc. etc.

    E’ ingeneroso definire la “vampa” come una “stupida tradizione”. E’ stato stupido chi l’ha praticata in questi giorni.

    Ma far bagnare dai vigili del fuoco prima tutte le vampe no? Scortati da carabinierj e militari… naturalmente!

    Orfani di cervello qualunque altro commento è superfluo

    Cosi come stanno correttamente facendo dedicando ospedali solo all’emergenza corona virus, dovrebbero fare lo stesso dedicando alcune carceri solo agli….idioti al tempo del corona virus, utilizzandoli però per lavori “forzati” di utilità sociale. Filippo Manzo

    i commenti al suo post mi ricordano la storia del dito e della luna

    mi correggo; i no like, non i commenti

    stupida tradizione capito buzzurri

    Si, il panermosauro doc è irriducibile!

    Qualcuno chiama questo quartieri” patrimonio culturale della città “. Purtroppo oltre a tante persone perbene ci vive anche il peggio della società palermitana che rappresenta l’emblema della sottocultultura. In cina chi usciva di casa nei giorrni del blocco veniva processato in un giorno e condannato ad 5 dico cinque anni di carcere! Il virus è stato bloccato!

    Organizzare pire fumenti non sui palcoscenici dei teatri dellOpera ma in pieno centro cittadino, incuranti dei rischi che comportano rende la Vampa una stupida tradizione a prescindere dall’esistenza o meno di pandemie.

    Ma prima ancora che la RAP procedesse alla rimozione delle cataste, non sarebbe meglio che i Vigili del Fuoco le allagassero d’acqua?

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Un telaio di positive riflessioni. L'aspetto morale per me prevale e struttura i valori e il senso della finalità del telaio. L'etica richiede l'attesa di riscontri e sentenze definitive ma la somma di comportamenti non congrui alla missione politica e governativa indebolisce chi la esercita, ciò richiede azioni e visioni conseguenti. I risultati della politica non possono lenti, lentissimi; la società è veloce, la politica è lenta. Gli effetti anche violenti e dolorosi diventano inevitabili.

non facciamo discorsi inutili, la strada é di tutti e la responsabilità di guidare sulla strada é di tutti , auto, camion, monopattini, biciclette, moto, scooter, pedoni...difficile metterli tutti d'accordo! Ma la responsabilità individuale deve prescindere dai preconcetti che ognuno ha sugli altri, la vita é una cosa seria e preziosa rendiamocene conto!

La sanità che vorrei: un Risk Management che previene, non un Loss Adjuster che quantifica i danni Il cittadino dovrebbe poter dire: «Sto male e so che qualcuno si prenderà cura di me», non «Sto male e, se qualcosa andrà storto, farò causa». È questa la vera misura della qualità percepita. Da medico, ritengo che la fiducia nasca dalla certezza di ricevere cure adeguate e sicure. Eppure, il danno ai pazienti assume una dimensione assicurativa e giudiziaria sempre più rilevante, con risorse accantonate per contenziosi e risarcimenti che rischiano di limitare gli investimenti nell’assistenza. La qualità delle cure dovrebbe misurarsi soprattutto dalla capacità di prevenire i danni, non soltanto di risarcirli. Occorre investire in sistemi automatizzati e professionisti capaci di verificare continuamente l’effettiva erogazione e la sicurezza delle cure. Serve un Risk Management operativo, dotato di strumenti e risorse per prevenire gli eventi avversi, non una sanità che aspetti il suo signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a sistemare le cose quando il danno è ormai fatto. Il Loss Adjuster valuta le conseguenze economiche, ma non restituisce la salute perduta. Il tradizionale rapporto fiduciario tra medico e paziente si è progressivamente indebolito, lasciando spazio alla diffidenza e al contenzioso. La risonanza mediatica dei risarcimenti rischia di alimentare l’illusione di facili guadagni giudiziari, favorendo anche forme di intermediazione opportunistica. Per il paziente è spesso una lotteria dall’esito incerto; per chi specula sul contenzioso un’attività redditizia. Il diritto al risarcimento resta sacrosanto, ma la sofferenza non dovrebbe trasformarsi in un’opportunità di profitto. Perché non affidare alla Regione il coordinamento unitario della gestione assicurativa e legale dei sinistri, razionalizzando gli accantonamenti e superando la frammentazione tra aziende, nel rispetto degli obblighi normativi? Le strutture sanitarie potrebbero così concentrare maggiori energie sulla prevenzione e sulla qualità dell’assistenza. La sanità che vorrei investe per evitare il danno, non per organizzarsi sempre meglio a risarcirlo. La riflessione di Roberto Puglisi sulla vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo ci pone davanti a un rischio ancora più grave dell’oblio: la normalizzazione dell’inaccettabile, quando persino le tragedie provocate dalle disfunzioni della sanità finiscono per essere considerate inevitabili. Il modo migliore per onorarne la memoria è trasformare quella tragedia in un’occasione concreta di cambiamento, perché dalla sua sofferenza possa nascere almeno un risultato positivo per gli altri pazienti. Nessun risarcimento potrà restituire il tempo perduto o la salute compromessa, ma impedire che simili tragedie si ripetano sarebbe il riconoscimento più autentico del valore della sua battaglia.

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