Onorevole Varchi, oggi c’è il Palermo Pride con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Cosa ne pensa?
“Il Pride è confermato, ma la loro piattaforma di rivendicazioni è destinata a non trovare alcun accoglimento, fin quando ci saremo noi in maggioranza, infatti non mi sorprende che si siano scagliati contro le leggi varate durante questa legislatura”.
Carolina Varchi, parlamentare di Fratelli d’Italia interviene sul Palermo Pride. Sullo sfondo la diversità di vedute sulla manifestazione, con l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Roberto Lagalla. E, ‘sui colleghi che tacciono’, ha la sua tesi. L’intervista.
Prima di passare agli aspetti nazionali, a Palermo la manifestazione c’è e col sostegno del sindaco di centrodestra.
“Ma è un sostegno a titolo personale, che non rappresenta gli elettori, né la maggioranza che lo sostiene”.
Qual è la vostra posizione?
“Il patrocinio non dovrebbe essere dato perché di fatto è una manifestazione di opposizione al governo Meloni, marcatamente politica”.
C’è una crepa nella maggioranza palermitana?
“Su questo tema c’è sempre stata”.
Il fronte dei favorevoli, che governano con Lagalla, rischia di far restare FdI da soli col ‘cerino in mano’?
“Non è uno scenario che ci preoccupa, anche perché le nostre posizioni sono dettate dalla convinzione e non dalla convenienza, se vogliono provare ad amministrare senza di noi si accomodino pure, ma non credo che sia questo il loro orizzonte”.
L’assessore alla cultura Rini ha parlato di “spettacolarizzazione della loro sessualità” col Pride, è d’accordo?
“Credo che sia un dato di fatto, chi ha seguito queste manifestazioni ha assistito a un vero e proprio spettacolo e quindi credo che le parole dell’assessore Rini siano quanto mai calzanti”.
Non si supera il confine della rivendicazione dei diritti del Pride?
“Io mi riferisco alle leggi che gli organizzatori del Pride contestano, firmate da me e Valditara. Una sulla maternità surrogata, pratica in cui una donna indigente viene contrattualizzata e pagata per far nascere un bambino che subito viene consegnato come una merce. È una legge di libertà e di tutela sulle donne. E il ddl Valditara difende le libertà educative delle famiglie italiane, che hanno il diritto di tenere i figli lontano dalla ideologia gender nelle scuole”.
Lagalla l’ha sentito?
“Il mio rapporto solido con il sindaco non si è mai interrotto ed entrambi siamo consapevoli delle posizioni dell’uno e dell’altra su questo tema”.
Palermo sembra un laboratorio politico di quello che potrebbe essere il futuro di un centro che parte dal centrodestra e guarda al centrosinistra
“Palermo è stato sempre laboratorio politico, ma i palermitani hanno bisogno di coalizioni chiare e coerenti che possano ascoltare i bisogni della cittadinanza senza alchimie politiche”.
Però la voce di FdI non ha pesato nella scelta del patrocinio al Pride
“Ribadisco, è una scelta personale del sindaco, la nostra posizione è la maggioritaria tra gli elettori di centrodestra dai quali sto ricevendo sostegni a valanga. Secondo me alcuni colleghi temono di rendere note le proprie posizioni per gli attacchi di una certa lobby”.
Qual è questa lobby alla quale si riferisce?
“Non mi ricordo con esattezza l’acronimo, non so a quente lettere siano arrivati adesso”.
Ma siamo sicuri che sia una lobby e non un gruppo di persone accomunate dal vivere e vedere le cose allo stesso modo?
“Dalla pressione che esercitano sull’opinione pubblica e su determinati temi attraverso le shitstorm sui social credo che assomiglino di più a una lobby”.

