"Pride Palermo è lo spettacolo politico di una lobby". Parla Varchi

“Il Pride di Palermo è la piattaforma di una lobby, no al patrocinio”

Carolina Varchi
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Commenti

    Semplicemente ridicoli!!! Pensare di fermare il mondo solo perché maggioranza eletta è veramente la dimostrazione di quanto siano piccini. Se la Varchi e il suo cucuzzaro andassero al pride, rimarrebbero sconvolti dalla presenza di tanti loro elettori, che più avanti di loro, riconoscono nel pride un inno alla.liberta….

    Concordo pienamente con il pensiero dell’ Onorevole Varchi ha espresso proprio quello che pensavo e condivido appieno il Suo punto di vista

    Ma stiamo scherzando mi sembra che con la Varchi stiamo tornando nel ventennio fascista dove i gay non uscivano di casa. Dire che senza fratelli d’italia non si governa è una scemenza ormai gli scenari politici vivaDio stanno cambiando e il centrosinistra moderato sbaraglierà. Poi la Varchi Sindaco di Palermo vorrei sapere da quale Palermo sarà voluta Sindaco, per carità che questo non accada sarebbe la fine della nostra città

    Considerazione dell’On. Varchi, contraddittorie e fuorvianti. Avrà anche ricevuto “segnalazioni” a valanga (con il beneficio del dubbio, visto che si tratta soltanto di ciò che dice lei), la contraddizione è palese: il sindaco non può essersi espresso a titolo personale e, nell’occasione, rappresenta la posizione del centro destra. Se l’On. varchi ed il suo partito, nel merito, la pensano in modo diverso, è un problema suo, ma non della coalizione e, peggio, assolutamente non è la posizione degli elettori: del resto, a fronte delle discutibili solidarietà, parlano chiare le massicce presenze alla manifestazione: o le migliaia di presenze alla manifestazione rappresentano il “pensiero” dei palermitani e, in questo caso l’On Varchi è formalmente sconfessata; oppure, come vuol far credere, i presenti rappresentano l’opposizione al governo della città: trattandosi di migliaia di persone, in tal caso, mi preoccuperei per il vacillante consenso al centro destra

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“Troppe donne sono costrette a scegliere tra cura e carriera e a vivere nell'incertezza”. Proprio così, oggi come ieri le donne continuano ad avere l'esclusiva della cura dei figli, dei genitori, della casa senza che un governo di qualunque livello dia un qualche contributo, asili nido, assistenza domiciliare, scuola a tempo pieno, permessi retribuiti, scuole aperte anche d'estate, ecc., permettendo loro di lavorare in tranquillità e, volendolo, fare dei figli. Un welfare al femminile? No! È un welfare, per dirla con la Meloni, utile per dare un futuro alla Nazione. Non puoi fare figli e mantenere la famiglia con un solo stipendio di 1200 euro o giù di lì. Infatti nascono sempre meno bambini. Come se si svuotasse anno dopo anno una città come Catania. Dici, passi per il governo che per tradizione è sempre ladro... ma i compagni, i fidanzati, i mariti che fanno? E che fanno? Sperano, almeno così si dice, nei quattrini di un'emergenza all'anno, mentre i migliori dicono di pensare a un nuovo Rinascimento e a Federico II. Stupor Mundi!

Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.

anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore

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