Violenza sessuale di gruppo, chiesto il processo per 4 giovani

Violenza sessuale di gruppo, chiesto il processo per quattro giovani

Campobello di Mazara
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Il caso ad aprile a Campobello di Mazara
NEL TRAPANESE
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MARSALA (TRAPANI) – Violenza sessuale di gruppo: questa l’accusa per quattro giovani arrestati a fine aprile dai carabinieri di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, per i quali la Procura di Marsala ha chiesto il rinvio a giudizio.

La denuncia

A denunciarli è stata una ragazza di 18 anni, che ha raccontato di essere stata abusata all’interno di una villetta della frazione balneare di Tre Fontane, dove era stata invitata con la scusa di una festa con ragazzi e ragazze, ma quando è arrivata ha trovato soltanto maschi. E dopo un rapporto sessuale consensuale con uno di loro, quest’ultimo ha invitato gli altri a fare sesso con lei. Contro la sua volontà.

L’incidente probatorio

Ad abusare della giovane sarebbe stato uno dei ragazzi presenti al festino, mentre gli altri avrebbero assistito. Lo scorso 2 luglio, la ragazza è stata ascoltata in “incidente probatorio” davanti al gip di Marsala Riccardo Alcamo e ha confermato le accuse, anche se i legali dei quattro accusati hanno evidenziato “contraddizioni” e “punti ancora oscuri” nel suo racconto. I quattro arrestati, come riferisce l’Ansa, sono i cugini Eros e Francesco Biondo, 23 e 24 anni, di Marsala, attualmente ancora rinchiusi in carcere a Trapani, e Giuseppe Titone e Dario Caltagirone, 20 e 21 anni, di Campobello di Mazara, posti ai domiciliari. Un minorenne, invece, è indagato a piede libero. Pm titolare del procedimento è Marina Filingeri.

Il 4 novembre la prima udienza preliminare

La prima udienza preliminare davanti al gup di Marsala per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio è stata fissata per il prossimo 4 novembre. I quattro giovani indagati sono accusati “in quanto, a titolo di concorso morale e materiale tra loro, costringevano e inducevano la vittima a subire atti sessuali sia mediante violenza fisica sia abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della persona offesa”.
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