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“Vogliono ammazzarmi”

Il giornalista Maniaci: "C'è un piano"
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“Non sono solo i detrattori, gli sciacalli. Ci sono indagini in corso su cui non posso dire nulla. Esiste un piano della mafia per eliminarmi”. Pino Maniaci non è uomo che perda facilmente l’autocontrollo. E’ abituato a convivere con l’odore della paura, con la puzza del sudore che ti inzuppa la camicia ad ogni sussurro, ad ogni soffio di vento. Di recente, una sentenza ha assolto il giornalista di Telejato a Partinico da un’accusa assurda: l’esercizio abusivo della professione. Come se il possesso di un tesserino – che fu elargito post mortem a tanti martiri dell’informazione – fosse da solo il marchio di fabbrica di una condotta commendevole. Ora, Pino Maniaci – il cronista di  provincia che ha collezionato inchieste scoop contro la mafia – parla con livesicilia. E svela: “Vogliono farmi fuori”.

Pino Maniaci, chi l’ha messa nel mirino?
“Le famiglie di Borgetto, Montelepre, Partinico, Cinisi e Terrasini. Ci sono indagini in corso. Devo essere cauto”.

Lei sta dicendo che c’è un piano per la sua eliminazione fisica?
“Sì. Indubbiamente, c’è. Hanno dato il via libera”.

E come vive?
“L’ho messo in conto da tempo. So che potrebbe succedermi qualcosa. Ho un rammarico: avere tirato la mia famiglia dentro questa storia”.

I suoi figli, per esempio. Negli occhi di Letizia brilla il fuoco dell’informazione.
“Lei è peggio di me”.

La sua è una zona calda.
“Tanti omicidi sotto le mie finestre. Come pensare di non rimanere coinvolti?”

Alla fine  Pino Maniaci è stato assolto dall’accusa di esercizio abusivo.
“Ringrazio l’ordine dei giornalisti nazionale per la solidarietà. Ringrazio Enzo Iacopino e Giacomo Clemenzi”.

E l’ordine regionale,  a riguardo?
“E’ irritato”.

Ha paura?
“Affronto la vita con coraggio. Finché…”.

Finché?
“Finché c’è”.


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Commenti

    Non capisco quale è la grossa novità, sono due anni che Maniaci è sotto il tiro della mafia.

    Una cosa è essere oggetto di intimidazioni mirate a ostacolare il lavoro di denuncia e condanna della mafia, un’altra è essere presente in una lista di “obiettivi” uscita fuori dalla concertazione di più famiglie mafiose. Una cosa, insomma, è essere un giornalista che dà fastidio. Un’altra è essere un giornalista da eliminare. E lo stesso Maniaci, nell’intervista, mette in luce il “salto di qualità” del rischio che lo riguarda.
    Saluti.

    Pino Maniaci è una persona stupenda che con il suo impegno da giornalista ha cercato di contrastare il fenomeno mafioso attraverso una informazione schietta e puntuale dei fatti. Purtroppo in Sicilia nulla cambia perchè è la mentalità di tutti quella che dovrebbe cambiare. Penso che non è giusto che Pino Maniaci diventi una vittima sacrificale per tutti e perciò mi auguro che si accorga in tempo che sta sacrificando la sua vita per una causa che non può essere sostenuta da solo. E a chi potrebbe rivendicare l’importanza di dare l’esempio, lo invito a guardare la storia e vedere come su certi fatti questa sia molto ciclica, gonfia di persone che hanno sacrificato la loro vita per contrastare il fenomeno mafioso, purtroppo lasciati soli alla loro morte. O siamo davvero tutti Pino Maniaci o è tutto inutile.

    La novità è che la cosa è confermata da un’indagine che parla di un piano operativo, non di un generico essere sotto tiro. Saluti

    cari salvo,le tue parole sembrano estratte da un coccodrillo custodito nel cassetto dell’armadio.
    piuttosto che “consigliare” a pino maniaci di fare un passo indietro, perchè non provi a farne tu uno avanti e passare dall’altro lato?
    perchè non facciamo qualcosa tutti?
    anzi non c’è bisogno di tutti, ne basterebbe solo un altro di pino maniaci per raddoppiare l’efficacia delle sue opere, e dimezzare i suoi rischi al 50% ;
    se invece di un altro ce ne fossero 2 si passerebbe al 33%, e con 10 si avrebbe 1/10 delle possibilità. pensa che all’u.s. della regione ce ne sono 23 di colleghi,dovrebbero vergognarsi tutti, e chissà quanti di loro si trovano li grazie all’amicizia di qualcuno influente (da noi si traduce mafioso).
    sai quanti dementi commentano in questi giorni le notizie sui blog della morte di michael jackson (?!) milioni, sai a tutti questi quanto gliene frega di fare antimafia?! nessuno !!
    quando è una donna africana condannata a morte, sina o come si chiamava, tutti a passare le giornate a commentare sui siti di tutto il mondo, tutti solidali, tutti con i link sulla propria pagina di facebook.
    oggi di pino maniaci non se ne frega nessuno, se non un paio di colleghi o qualche amico che gli consiglia di lasciare perdere, ed un ordine d.g. che si arrabbia con un giornalista un pò disordinato, e a denti stretti consegna il contentino di fine carriera.
    se qualcuno dovesse farlo fuori, sono sicuro che si scomoderebbero tutti per scrivere qualcosa di bello e toccante, perchè adesso nessuno fa niente?
    io l’ho conosciuto, gli hanno notificato davanti ai miei occhi la 270esima querela. siamo andati al bar insieme e mi ha indicato un capomafia del suo paese, assurdo era li con noi a prendere il caffè e si sono pure salutati, ma avevano due sorrisi molto diversi. per un attimo ho creduto di vivere dentro un film.
    devo confessare che ho avuto paura, e secondo me ce l’ha anche pino con la differenza che il suo orgoglio la caccia via a pugni.
    neanche l’antimafia gli sta accanto, dove siete?? tirate fuori la testa dalla sabbia, qui c’è in ballo la vita di un uomo e la dignità di tutti gli altri.
    chianciri o muortu su lacrimi piersi.
    magari ce ne fosse un altro come lui.

    Mi sembra molto strano che ogni volta non arrivi una conferma da nessuna istituzione di questi gridi d’allarme lanciati da Maniaci.

    E’ questa indagine è stata resa pubblica ci sono intercettazioni o qualcosa?

    E’ un’indagine di cui noi siamo a conoscenza, di cui Maniaci è a conoscenza. Quindi livesicilia l’ha resa pubblica. E nessuno ha smentito la circostanza. Saluti.

    Caro Gino, non posso che osservare un pò di difficoltà da parte tua nel comprendere un testo, in particolare il mio commento, che nasce dalla sfiducia proprio nelle persone (tante..) che tu chiami “salvo” confondendo quelle con quest’ultimo, cioè evidentemente me! Proprio tenendo presente che, per riuscire davvero a cambiare qualcosa, è necessario uno sforzo da parte di tutti ho voluto sottolineare che dovremmo essere tutti a fare qualcosa, essere tutti Pino Maniaci perchè un solo Pino Maniaci non può far molto e risulterebbe altrimenti solo un facile obiettivo per la mafia. Quindi, leggendo con più attenzione e non cercando furbosamente di stravolgere il significato di ciò che si legge per avere il pretesto ad assumere detestevoli atteggiamenti da moralista, il mio commento lo si dovrebbe interpetrare come un invito a tutti a fare qualcosa e non lasciare solo Pino Maniaci e un “consiglio” a Pino Maniaci, invece, di non rischiare purtroppo inutilmente (la storia ci insegna..)la vita quando a nessuno sembra importare niente, primo tra tutti lo Stato. Io sono un ragazzo siciliano e per motivi di studio da un pò di anni divido la mia vita tra la sicilia e il nord italia e forse sono un pò lontano dai problemi che ci sono in Sicilia ma sicuramente posso vantare un punto di vista esterno che mi porta ad osservare, con tanto dispiacere, che è la mentalità tutta della nostra terra che andrebbe modificata e non può essere solo una persona a farlo!
    Adesso scappo che sono in periodo di esami!
    PS: in fondo abbiamo detto la stessa cosa e siamo entrambi d’accordo che non basta il sacrificio di una persona! Altrimenti si assisterebbe a ciò che è accaduto con la morte di Falcone: un improvviso risuscitare dell’attenzione della gente seguito molto frettamente dal dimenticare… Dobbiamo essere tutti a non permettere che un’altra persona sacrifichi la sua vita per noi!

    Su Pino Maniaci – anche recentemente – non sono stato tenero e non ho condiviso la scelta, a larghissima maggioranza, di colleghi giornalisti e politici, di incoronarlo paladino della legalità. Ho espresso giudizi duri sulla sua moralità (senza mai nascondermi nell’anonimato).
    Tuttavia, in merito alle gravi minacce denunciate (e non ho motivo di non credere alle sue parole) esprimo a Pino Maniaci TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’ ed auspico che gli organi preposti tutelino adeguatamente l’editore di Tele Jato.
    GIANFRANCO CRISCENTI, GIORNALISTA (TRAPANI)

    Io, purtroppo, sono già una vittima della violenza televisiva di Maniaci e di Telejato. Ho dedicato 15 anni della mia vita a contrastare l’inquinamento della distilleria Bertolino, ho subito 18 quelerele per diffamazione da quest’ultima, 6 processi ( tutti conclusi con l’assoluzione) una richiesta di risarcimento danni per 11 miliardi di lire, sofferenze,preoccupazioni familiari. Eppure sono riuscito assieme alle associazioni ambientaliste a far sequestrare 2 volte la distilleria ( nel 1993-96 e nel 2005-2009 ). Nonostante questo, sono stato accusato, denigrato, infangato, diffamato da Maniaci ( che ricordo a tutti è un pluripregiudicato per reati di furto, truffa, ricettazione, emissione di assegni a vuoto, esercizio abusivo della professione per la gestione di un laboratorio di analisi cliniche, richiuso per circa 6 mesi-1 anno nelle patrie galere). Ho presentato 5 querele contro di lui, ma lo sostengo nella sua lotta antimafia.
    Spero che le forze dell’ordine lo proteggano adeguatamente, anche per le sua famiglia, perchè continui questa battaglia civile e perchè io possa avere giustizia dalla Legge e nei tribunali , per ingiustizie morali che ho subito.

    Vorrei dire che questa posizione le fa onore. Lei non si nasconde dietro l’ipocrisia di alcuni che non apprezzano Maniaci, ma non lo dicono. E dice una cosa meritoria quando parla di protezione e di solidarietà. Grazie. Saluti.

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