Voto di genere, il centrodestra: | legge approvata grazie a noi - Live Sicilia

Voto di genere, il centrodestra: | legge approvata grazie a noi

Salvo Pogliese

Il centrodestra rivendica il proprio apporto. “Il Pd ha lasciato la seduta della commissione, ddl passato grazie a noi”. Ora resta il nodo dell’Aula. Ecco come potrebbe cambiare la legge

In commissione
di
3 min di lettura

PALERMO – Il via libera della commissione Affari istituzionali al disegno di legge sul voto di genere lascia non pochi strascichi. A rivendicare l’ok al ddl è il centrodestra. L’occasione è una conferenza stampa cui prendono parte esponenti di Pdl, Mpa e Pid ma non della lista Musumeci. Ed un centrodestra quasi interamente compatto strizza l’occhio al Movimento cinque stelle. “Abbiamo potuto votare la norma grazie alla compattezza dell’opposizione, incluso il M5S – dice Vincenzo Vinciullo del Pdl .- I grillini sono come noi un’alternativa al governo Crocetta. Nonostante i proclami invece questa non è una legge del Pd, che anzi ha messo in condizione la commissione di non votare la legge”. Oltre al doppio voto di genere sono stati approvati dalla commissione due emendamenti, il primo riguarda l’abbassamento dello sbarramento dal 5 al 4 per cento per l’accesso al Consiglio comunale, il secondo invece blocca i rimborsi ai consiglieri che sono stati assunti dopo la loro elezione.

Eppure il disegno di legge che è stato approvato dalla prima commissione porta la firma del relatore Alice Anselmo, deputata della maggioranza, appartenente al gruppo Democratici e riformisti. “Apprezzo l’atteggiamento dell’opposizione che ha contribuito affinchè nascesse una legge che tutela la rappresentanza di genere”, dice la stessa Anselmo. A passare però sono stati due emendamenti del centrodestra, con l’appoggio del M5S ed il sostegno del governo. “Le opposizioni devono essere costruttive – sottolinea Vincenzo Figuccia del Pds-Mpa -, per questo il nostro comportamento rispetto ad una norma considerata giusta è stato quello di un pieno appoggio. A tal proposito devo ringraziare il governo per la disponibilità mostrata nel rinviare la tornata amministrativa, mentre confesso di essere particolarmente deluso dal comportamento del Partito democratico”. Al momento del voto in commissione infatti non erano infatti presenti le tre deputate democratiche che sostituivano i colleghi componenti della commissione. “Il metodo del governo è stato diverso rispetto al passato – ribadisce Roberto Clemente di Cantiere popolare -, e la minoranza ha contribuito. Spiace solo non sia passato per un equivoco l’emendamento che prevede un risultato minimo del 40 per cento per ottenere il premio di maggioranza. Lo riproporremo in Aula”. A spiegare come saranno regolamentati i rimborsi ai consiglieri è invece Salvo Pogliese, vicepresidente dell’Ars in quota Pdl. “I rimborsi sono dovuti esclusivamente ai dipendenti che risultano essere stati assunti in data antecedente all’avvenuta elezione – afferma Pogliese -. Il datore di lavoro dovrà allegare, alla prima richiesta di rimborso, le certificazioni attestanti la data di assunzione del consigliere eletto”.

Non è passato invece l’emendamento presentato da Santi Formica, che prevedeva l’istituzione della doppia scheda per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Un norma considerata ‘anti-grillina’, dal momento che toglierebbe il traino del simbolo a cinque stelle al nome del sindaco. “In Aula ognuno avrà la propria autonomia – sottolinea Vincenzo Vinciullo -. In merito alla doppia scheda rispettiamo la posizione del M5S ma ognuno si muoverà come crede”. Sulla doppia scheda sembra invece prender corpo una sponda nella maggioranza, come dichiara il capogruppo dei Democratici riformisti Giuseppe Picciolo: “Siamo certi si possa trovare un buon accordo per evitare che proprio i sindaci, non beneficiando attualmente del voto di trascinamento, risultino votati da una bassa percentuale di elettori”.

Il percorso del disegno di legge, al netto di possibili modifiche nel momento in cui il testo approderà in Aula, è ora vincolato alla decisione della conferenza dei capigruppo, che potrebbe concordare una finestra nella sessione di bilancio precedente all’8 aprile. Il presidente Ardizzone però al momento resta fermo sulle sue posizioni: “Ho detto basta alle leggi fatte di notte in fretta e furia, le norme vanno assorbite e metabolizzate nei tempi previsti dal regolamento. Ed in sessione di bilancio non si posso fare altre leggi”. Come detto, l’unica possibilità sarebbe quella di un accordo unanime da parte dei capigruppo di tutte le forze presenti in Assemblea.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI