Zen, rider aggredito e rapinato| "Stop ai domicili nella zona"

Zen, rider aggredito e rapinato| “Stop ai domicili nella zona”

Zen, rider aggredito e rapinato| “Stop ai domicili nella zona”

L'annuncio dal locale "Zangaloro meat and factory". Centinaia di messaggi di solidarietà

PALERMO – “A causa di un’aggressione ad uno dei nostri rider nel quartiere Zen di Palermo, al fine di salvaguardare l’incolumità dei nostri collaboratori, siamo costretti a sospendere le consegne a domicilio presso il suddetto quartiere. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza al ragazzo”. Sono queste le amarissime parole con cui, ieri sera, i titolari del ristorante “Zangaloro meat and factory” hanno annunciato lo stop dei domicili nella zona periferica della città.

Ad essere preso di mira è stato un dipendente di 25 anni, bloccato dai malviventi in via Pertini. Il fattorino stava cercando di individuare il palazzo in cui effettuare la consegna, un servizio in queste settimane di emergenza sanitaria molto richiesto da ogni zona della città. Si è invece trovato di fronte ai malviventi, che l’hanno costretto a consegnare tutto l’incasso della serata, ottanta euro circa.

Un episodio che ha provocato indignazione e centinaia di messaggi di solidarietà sulla pagina Facebook del locale: “Spero che il vostro rider stia bene – scrive Federica – e non abbia riportato ferite o lesioni. Per quanto riguarda gli onesti (perché ci sono) abitanti di quel quartiere spero che prendano maggiore consapevolezza di loro stessi e allontanino certi elementi. So che è un’utopia, 60 anni di storia di quel quartiere dicono il contrario, ma in un momento di profonda crisi è lecito sperare”.

“Solidarietà a questo ragazzo – aggiunge Fabrizio – che stava soltanto cercando di guadagnarsi da vivere. Non abbiamo compreso che durante questa emergenza siamo tutti sulla stessa barca e che bisogna aiutarsi invece di farsi del male”. E ancora: “Solidarietà al vostro collaboratore, ma condanno fermamente gli autori dell’aggressione. Comprensione per la moltitudine di persone perbene che vivono in quel quartiere e che per colpa di chi agisce in questo modo sono costretti a vivere quotidianamente questa realtà”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI