Scuola, la grande incertezza: "Ma i dati dicono che è sicura" - Live Sicilia

Scuola, la grande incertezza: “Ma i dati dicono che è sicura”

Come riapriranno e con quali misure le aule in Sicilia. Cosa dicono gli esperti.
PARLA L'ASSESSORE
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PALERMOLa grande incertezza, ovvero la riapertura delle scuole superiori in presenza (foto d’archivio) e in una percentuale che, partendo dal 50 per cento del sette gennaio, dovrebbe arrivare fino al settantacinque. I dati disponibili dicono che le classi, per il grande lavoro, anche pedagogico, di presidi, docenti e personale, sono luoghi abbastanza al sicuro. Il punto è quello che si muove intorno alla campanella d’ingresso e di uscita, cioè trasporti e organizzazione. Esiste un sistema capace di ridurre i rischi al minimo?

Siamo fra i flutti di un’ondata Covid che potremmo chiamare proseguimento della seconda o incipit della terza, c’è la famosa variante inglese da considerare, c’è una problematica campagna vaccinale. Ecco il motivo di quelle incertezze, acuite dalla fine di un periodo di feste che, nonostante decreti e grida manzoniane, ha visto più di un assembramento. Ma si riapre, anche in Sicilia.

“La scuola è sicura”

L’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, snocciola qualche fatto: “I dati epidemiologici su materna e media, aggiornati a dicembre, ci dicono che non esistono dimostrazioni di cluster o focolai in quell’ambito, gli istituti sono posti sicuri. Abbiamo individuato soggetti contagiati altrove e il tasso dei positivi è inferiore all’uno per cento. Sappiamo bene che la sospensione delle attività didattiche in presenza fu determinata dalla necessità di decongestionare la mobilità generale e il sovraccarico dei mezzi di trasporto. Noi abbiamo agito in questo senso. Sulla base dei Dpcm, abbiamo operato in un lavoro di squadra, con le prefetture e gli assessorati competenti, nonché l’ufficio scolastico regionale, per approntare dei piani operativi adeguati per il potenziamento dei mezzi di trasporto su scala provinciale”.

Come si torna tra i banchi in Sicilia

La parola d’ordine è ‘monitorare’. “Da subito – spiega l’assessore – si provvederà a verificare l’andamento dei mezzi e a monitorare la curva epidemiologica. Vedremo se confermare l’aumento previsto al settantancinque per cento, se mantenerlo al cinquanta, oppure se adottare correttivi diversi. Le Usca scolastiche, già in funzione, si dedicheranno anche al controllo degli istituti superiori. Abbiamo lasciato flessibilità per il doppio turno, perché, appunto, ogni realtà ha le sue esigenze specifiche. Ci saranno più autobus e più corse. Lancio un appello: è stato un anno difficile, grazie al vaccino questo potrà essere un anno migliore. Dobbiamo collaborare tutti e attenerci alle norme di sicurezza”.

Le incertezze sulla riapertura

Ma le incertezze rimangono. Lo stesso assessore alla Salute, Ruggero Razza, ha detto in una intervista a LiveSicilia.it: “Abbiamo concordato con l’assessore Lagalla che le Usca Scolastiche, istituite solo in Sicilia, proseguiranno le azioni di screening negli istituti. Dobbiamo mantenere la massima attenzione e credo che sarebbe servita una maggiore prudenza, magari aspettando una settimana dalla fine delle vacanze per vedere l’andamento”. Molti sono gli esperti che hanno consigliato più cautela.  

Il professore Antonello Giarratano, componente del Comitato tecnico scientifico regionale per l’emergenza Covid, dice : “Il problema non è la scuola in sé, ma il concetto di riapertura che può essere pericoloso, considerato il contesto che suggerirebbe situazioni, appunto, di prudenza e che ha dimostrato come le zone gialle non servano a niente. Siamo in una fase crescente, non sappiamo ancora quanto, ci sarà l’effetto cenone, gli stessi tamponi antigenici rapidi hanno dimostrato, sugli asintomatici, un sensibilità del quarantuno per cento. Significa che il cinquantanove per cento sfugge al controllo”. “Mi sembra un azzardo riaprire le superiori – dice il dottore Renato Costa, commissario per l’emergenza Coronavirus a Palermo e provincia -. Non abbiamo chiaro l’andamento della curva. Io aspetterei”.

I segnali dall’ospedale

Intanto, gli ospedali ricominciano a dare segni, se non di sofferenza, di problematicità. Da qualche tempo il pronto soccorso Covid dell’ospedale ‘Cervello’ di Palermo mostra numeri che aveva dimenticato, in termini di affollamento. C’è allarme tra i medici, molti dei quali danno per scontata una risalita dei contagi. Seconda ondata bis o terza ondata, in effetti, poco importa.

Le perplessità dei sindacati

Infine, la nota dei sindacati: “Esprimiamo forti perplessità sulle condizioni di sicurezza delle 831 istituzioni scolastiche siciliane in vista dell’imminente riapertura”. Lo scrivono le organizzazioni sindacali siciliane di Flc Cgil, Cisl scuola e Uil scuola. “Chiediamo un immediato confronto con le istituzioni – si legge – col presidente Musumeci, con gli assessori all’istruzione, ai trasporti e alla sanità e con il direttore generale dell’Usr Sicilia, per approfondire le reali condizioni delle scuole, alla luce di un’emergenza sanitaria che è ancora altissima, considerato il numero elevato di decessi e di contagiati delle ultime giornate”.

“In Sicilia gli studenti sono più di 700.000, di cui più di 240.386 delle scuole secondarie di II grado – continuano i sindacati – mentre 831 sono invece le istituzioni scolastiche articolate in 4.102 sedi. A tal proposito tante sono le domande alle quali bisogna dare una risposta: le 4.102 sedi sono tutte sicure? Il sistema dei trasporti, le cui criticità son ben note a tutti, è in grado di garantire quei parametri minimi di sicurezza che riguarderanno decine di migliaia di studenti? Siamo sicuri che l’articolazione dell’avvio e della fine delle attività in diversi turni, utilizzando tra l’altro gli stessi mezzi, sia la soluzione ottimale?”.


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