ROMA – È morto di infarto mentre era sul posto di lavoro, nello stabilimento di Amazon a Colorado Spring, e nessuno l’ha potuti soccorrere perchè la “macchina” non si poteva fermare . È la sorte che ha avuto il magazziniere Rick Jacobs, 61 anni. La catena di montaggio di Amazon però non si è fermata, così hanno raccontato alcuni colleghi della vittima: i responsabili del turno hanno circondato il corpo con scatoloni e proseguito le operazioni come se nulla fosse accaduto.
Amazon, dal canto suo, ha negato che le scatole fossero utilizzate per isolare l’area spiegando che i responsabili si sono adoperati per fare in modo che nessuno si avvicinasse al corpo.
Il lavoro è continuato senza alcuna avvisaglia anche per i lavoratori che sono giunti nel magazzino per il turno successivo. Non sarebbero stati neanche avvisati.
“A nessuno avrebbe dovuto essere detto di lavorare a fianco di un cadavere, in particolare dopo averlo visto. Il turno diurno arriva alle 7 e non siamo mai stati informati finché non siamo arrivati sul posto. Nessun avviso prima di entrare nell’edificio. Nessun consulente in loco. Semplicemente un volantino pubblicato giorni dopo che ci informava su come ricevere consulenza sulla salute mentale” ha detto un dipendente Amazon secondo quanto riporta il quotidiano The Guardian.
Un portavoce di Amazon ha smentito questa ricostruzione sottolineando come il gruppo abbia seguito le procedure legali per queste situazioni. I dipendenti sono stati informati ufficialmente dell’accaduto solo una settimana dopo che si era verificato l’incidente.

