Messina Denaro e il fondo riservato con i soldi di famiglia

Messina Denaro e il fondo riservato con i soldi di famiglia

Dalla lettura dei pizzini si comprende l'esistenza di una cassaforte

PALERMO – “I soldi che avevo non mi bastavano e quindi ho avuto bisogno di questi 40 (mila, ndr) dai W. Quindi ne W. ne sono rimasti 85 mila, e questo è un problema, sono pochi, devo avere un deposito W più grosso, se no vado a sbattere, cioè non sono coperto per come voglio io”, scriveva Matteo Messina Denaro alla sorella Rosalia.

Gli investigatori sono convinti che esisterebbe una cassaforte dalla quale il clan attingeva e attinge per le spese ordinarie e straordinarie. Un “fondo” dove dovevano confluire i 40 mila euro che bisognava chiedere a “parmigiano”, uno dei nomi in codice citato nei pizzini. Sarebbe un facoltoso imprenditore che non doveva, e probabilmente non poteva, rifiutare la richiesta.

L’incarico di recuperare i soldi da “parmigiano” doveva essere affidato a “fragolina”: “Deve fare dosi da 5 mila euro e ogni volta li dà a fragolina, in estate gli verrà facile vedere a fragolina, e durante l’estate conclude il tutto. Fragolina ogni volta che avrà la dose di 5 mila la darà a te ma in dosi ancora più piccole, cioè di 2500 euro. Ti ci vorrà più tempo per portare tutto da te, ma è il modo più sicuro, ogni volta viaggi con 2500 e non con grosse cifre. Spero mi sono spiegato”.

Messina Denaro scriveva così alla sorella Rosetta, appellata “fragolone”. I soldi sarebbero stati spesi dal capomafia per compare il covo di via Cb31, a Campobello di Mazara, dove il boss ha trascorso l’ultimo periodo di latitanza. L’immobile è stato intestato al geometra Andrea Bonafede. Il capomafia voleva che il fondo venisse subito rimpinguato. Dove sono stati nascosti i soldi dei Messina Denaro?


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