PALERMO – Concessi gli arresti domiciliari a Giuseppe Cappello, 87 anni, mafioso del rione Borgo Molara. È il più anziano fra i 181 arrestati nella maxioperazione dei carabinieri dei giorni scorsi.
Cappello è gravemente malato e non può restare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari Lirio Conti ha accolto l’istanza degli avvocati Valentina Castellucci e Mauro Torti.
Pur sussistendo il grave quadro indiziario le condizioni di salute dell’indagato non sono compatibili con la permanenza in carcere. Cappello va ai domiciliari con l’autorizzazione a recarsi in ospedale per le cure.
Annullata invece dal Tribunale del Riesame l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giuseppe Romeo a cui viene contestata un’estorsione iniziata nel lontano 2012. Un commerciante sarebbe stato costretto a sborsare 500 euro al mese consegnati al boss Salvatore Lauricella e successivamente a Francesco Terranova.
L’accusa si basa proprio sulle dichiarazioni di Terranova che è diventato un collaboratore di giustizia. Non si conoscono le motivazioni del provvedimento, ma l’avvocato Rosanna Vella ha contestato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.
Di estorsione risponde anche Alessandro Comparetto. Pure per lui ordinanza annullata e scarcerazione su istanza degli avvocati Salvo e Gaetano Priola.
Stessa cosa per Salvatore Cinà (era ai domiciliari), difeso dall’avvocato Sal Mormino. La contestazione è di favoreggiamento pluriaggravato. Scarcerato nel pomeriggio. Queste tre posizioni riguardano le indagini sulla mafia di Bagheria e Villabate.

