Perchè si assegnano i nomi ai cicloni? Da dove nasce la pratica

Perchè si assegnano i nomi ai cicloni? Ecco da dove nasce questa pratica

In principio, si usavano solo nomi femminili. Una scelta reputata a un certo punto sessista
LA CURIOSITÀ
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Da dove nasce l’usanza di assegnare nomi propri a tempeste e uragani? L’esempio più recente è il ciclone Harry che in queste ore sta flagellando Sardegna, Sicilia e Calabria con venti forti e piogge intense.

Alla base di questa pratica, ormai diffusa in tutto il mondo meteorologico, c’è una regola semplice ma molto importante. Le tempeste più allarmanti non hanno più soltanto numeri o coordinate, ma nomi propri che le identificano chiaramente nelle comunicazioni ufficiali e nei bollettini di allerta.

Perchè si danno nomi propri a tempeste e cicloni

In meteorologia i cicloni tropicali (che comprendono uragani, tifoni e cicloni, a seconda del bacino oceanico) possono durare giorni o settimane. Talvolta più fenomeni si formano contemporaneamente.

Oggi sappiamo che dare a ciascun evento un nome distintivo, breve e facile da ricordare facilita enormemente la comunicazione tra gli esperti, i media e il pubblico. Questo aiuta a ridurre errori e confusione. Problemi che in passato potevano tradursi in mancata comprensione degli allarmi e quindi in rischi maggiori per la popolazione.

Prima che i cicloni venissero nominati, si faceva riferimento all’anno e all’ordine cronologico di apparizione, oppure alle coordinate geografiche. Un metodo tecnico, ma poco pratico nelle comunicazioni pubbliche o radiofoniche.

Come vengono scelti i nomi

Oggi non si dà un nome “a caso” a un ciclone, ma si attinge a liste predefinite di nomi stilate dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e dai centri meteorologici regionali di competenza. Ogni bacino (Atlantico, Pacifico, Oceano Indiano, ecc.) possiede la propria lista.

Quando un sistema raggiunge una certa intensità di vento (in genere venti sostenuti superiori a circa 65 km/h), gli viene assegnato il nome successivo nella lista. Queste liste seguono criteri linguistici e culturali adatti alle regioni interessate, ad esempio nomi che siano pronunciabili e riconoscibili per le lingue locali, e ruotano ciclicamente negli anni.

Perché alcuni nomi di cicloni e tempeste vengono “ritirati”

Se una tempesta è stata particolarmente distruttiva o ha causato molte vittime, il suo nome può essere ritirato e sostituito nelle liste future. Questo per rispetto delle vittime e per evitare confusione futura. Ripetere nomi tristemente associati a tragedie climatiche potrebbe creare fraintendimenti nei ricordi collettivi o nelle comunicazioni ufficiali.

Da dove nasce la pratica dei nomi propri

Storicamente, prima dell’era dei sistemi standardizzati, tempeste e uragani venivano a volte identificati informalmente con il nome del santo del giorno in cui si erano verificate oppure con nomi geografici. Nel corso del tempo questa pratica si è evoluta. I meteorologi hanno iniziato a sperimentare nomi personali nelle comunicazioni operative fino all’adozione di sistemi ufficiali nel XX secolo.

Nel 1941 uscì un romanzo di grande successo intitolato “Storms”, in cui il protagonista – un meteorologo – decideva spontaneamente di ribattezzare le tempeste con i nomi delle ragazze che frequentava e, una volta esaurite quelle reali, con nomi inventati o di donne sconosciute.

Questa trovata narrativa, ispirata al meteorologo Clement Wragge, attirò l’attenzione degli specialisti della marina e dell’esercito britannico. Questi ultimi iniziarono ad adottare una pratica analoga: assegnare nomi femminili ai sistemi di tempesta.

I nomi maschili comparvero dopo una protesta

L’uso si inseriva nella tradizione marinara secondo cui la presenza femminile porterebbe sfortuna sulle navi, e dunque, metaforicamente, anche sulle rotte oceaniche. Negli anni successivi, però, l’esclusione dei nomi maschili cominciò a essere criticata.

Il Women’s Liberation Movement, nato alla fine degli anni Sessanta, contestò con forza quel criterio ritenuto sessista e, a seguito delle proteste, dal 1978 nelle liste ufficiali comparvero finalmente anche nomi di uomini.
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