Al capezzale di una Sicilia in ginocchio, per la furia del ciclone Harry, abbiamo ascoltato parole confortanti dalla politica.
Non soltanto per le promesse che contenevano, ma perché pronunciate solennemente, con uno stato d’animo di pieno coinvolgimento. Lo dicevano le facce. Lo delineavano i toni.
La foto, dalla pagina social del vulcanico Cateno De Luca, come le altre nel suo spazio web, mostrano momenti di una vita istituzionale sui luoghi del disastro. Si respira un’aria di vero sgomento, a giudicare dagli sguardi. E poi le parole.
“Sono molto colpito da quello che ho visto perché il territorio è molto largo – ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e in più c’è Sardegna e c’è la Calabria, ci sono le isole e si tratta di qualcosa di enorme che forse non è stata ancora percepita come tale dai media. Poi c’è la necessità di fare in fretta nel ricostruire“.
“Il governo potrà mettere a disposizione le risorse, – ha aggiunto – ma poi c’è bisogno della collaborazione dei sindaci e di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni. Siccome, come sapete, non sono estraneo a questo territorio, io tornerò qui regolarmente e periodicamente a verificare che, ‘passata la festa, non si gabbi il Santo'”.
“Ricordo che i siciliani sono sempre i più generosi, a volte si tolgono il pane dalla bocca in presenza di situazioni d’emergenza. Da parte degli altri, invece, non ho visto numeri d’emergenza o conti correnti dedicati. Probabilmente verrò criticato per questo mio modo di vedere, ma ritengo da siciliano di dover difendere i miei corregionali”. Così il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, nella descrizione di una indifferenza sentita da molti.
Parole e promesse di un intervento veloce e deciso, dopo la mobilitazione del governo regionale, affermate senza mezzi termini, senza chiaroscuri, senza possibilità di fraintendimento. Noi siamo certi che si trasformeranno in fatti concreti. Per sì e per no, comunque, conserveremo la foto.
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