GELA (CALTANISSETTA) – Uno studente di 15 anni è stato colpito con un martello da un compagno di scuola, questa mattina, all’interno dell’istituto professionale “Ettore Maiorana” di Gela, in provincia di Caltanissetta.
Sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del 118. Il ragazzo ferito è stato soccorso e condotto al pronto soccorso. Il giovane non sarebbe in gravi condizioni.
L’aggressione sarebbe maturata in un contesto di presunto bullismo, lo studente quindicenne è stato colpito alla testa con un martello da un compagno di un anno più grande. Secondo i primi accertamenti della polizia, intervenuta sul posto insieme a personale medico del 118, l’aggressore avrebbe portato il martello da casa. Il giovane avrebbe già avuto in passato comportamenti aggressivi in ambito scolastico. Sono in corso indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell’episodio e accertare le responsabilità
Turano: “Episodio gravissimo”
“Quanto accaduto nelle scorse ore a Gela è un episodio gravissimo. La sola idea che una persona possa uscire di casa armata è già di per sé sconvolgente; pensare che uno studente possa entrare in una scuola con un martello nello zaino è inaccettabile. A nome della Regione Siciliana esprimo la mia più sentita vicinanza al ragazzo aggredito, al docente intervenuto prontamente in suo soccorso e rivolgo un grande abbraccio a tutta la comunità scolastica dell’istituto Ettore Majorana”. Lo afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, riferendosi all’aggressione a martellate di uno studente di 15 anni avvenuta questa mattina nel comune in provincia di Caltanissetta.
“Da prime ricostruzioni – prosegue l’assessore Turano – emergerebbe un possibile legame con episodi di bullismo. Confidando che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, ricordo che la Regione è impegnata da tempo nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Negli ultimi due anni sono stati investiti circa 2,3 milioni di euro nel progetto “Uno, nessuno, 100 giga”, realizzato con l’Usr Sicilia e il Telefono Azzurro, che ha coinvolto migliaia di studenti, docenti e genitori con reti di protezione, campagne di sensibilizzazione e supporto alle famiglie. Ai ragazzi che vivono situazioni di disagio rivolgo un appello: non chiudetevi in voi stessi e non rifugiatevi nella violenza, chiedete aiuto. Le istituzioni sono al vostro fianco”.

