La parodontite è una delle malattie più diffuse nel mondo. Si stima che oltre un miliardo di persone ne sia affetto o lo sia stato nel corso della propria vita. Nonostante ciò, nella maggior parte dei casi si arriva alla diagnosi tardi, spesso quando il danno è già in stato avanzato. Capire di cosa si tratta, riconoscerne i segnali precoci e sapere come si gestisce è il primo passo per proteggere la propria salute orale.
Gengive che sanguinano: un segnale da non sottovalutare
Spesso si parte da un dettaglio ignorato, una gengiva che sanguina mentre ci si lava i denti, magari un po’ gonfia, leggermente arrossata. È il primo segnale della gengivite, che se non viene trattata non resta lì ferma avanza, si cronicizza e diventa parodontite, una malattia cronica che intacca tutto ciò che tiene il dente al suo posto, la gengiva, il legamento parodontale, l’osso sottostante. Man mano che l’infiammazione progredisce, tra la gengiva inizia a perdere la sua naturale adesione al dente, andando a creare la cosiddetta tasca parodontale, che quando supera i 3 mm viene già considerata patologica. Lì dentro i batteri patogeni trovano riparo, si moltiplicano e tengono viva l’infiammazione giorno dopo giorno, in silenzio. Se non si interviene, l’osso comincia a riassorbirsi, i denti sembrano allungarsi, iniziano a muoversi. Nei casi più seri, si perdono.
Una malattia multifattoriale
La parodontite di solito non ha un’unica causa. Genetica, igiene orale trascurata e malattie sistemiche, tabacco, tutto contribuisce. Ma il fumo è quello che fa più danni, e, in modo subdolo, riduce il flusso di sangue alle gengive, indebolisce le difese locali e rende l’infiammazione meno evidente, quindi più difficile da intercettare in tempo.

Legame con diabete e malattie cardiovascolari
Quello che sorprende molti è che questa malattia non rimane in bocca. Con il diabete la relazione funziona in entrambe le direzioni: i diabetici sviluppano infiammazioni gengivali più intense, ma vale anche il contrario, la parodontite produce molecole che rendono l’organismo meno sensibile all’insulina, complicando il controllo glicemico. In certi pazienti curare le gengive ha migliorato i valori della glicemia quasi quanto un farmaco. E poi c’è il cuore, chi ha una parodontite seria porta con sé un rischio di patologia cardiovascolare aumentato tra il 20 e il 30%. I batteri delle tasche gengivali entrano in circolo e da lì alimentano infiammazioni che non hanno niente a che fare con la bocca. Quello che succede lì dentro, insomma, non resta lì dentro.
La diagnosi: un quadro personalizzato per ogni paziente
Quando si effettua una visita parodontale, l’obiettivo non è la semplice rimozione del tartaro, si esegue un sondaggio parodontale, ovvero una misurazione della profondità delle tasche attorno ad ogni dente, così da restituire una mappa precisa dello stato di salute dei tessuti. Da questo esame emerge un quadro individuale, su cui si costruisce un piano di trattamento su misura.
Nelle fasi iniziali, l’intervento è spesso non chirurgico, si lavora con procedure di decontaminazione delle tasche, utilizzando polveri specifiche e agenti come glicina ed eritritolo, per eliminare il biofilm batterico e ridurre l’infiammazione. Nei casi più avanzati, può rendersi necessario un intervento che coinvolge i tessuti molli e l’osso. Ma è proprio questo il punto, arrivare a quel livello si può e si deve evitare.
Prevenire è possibile ma richiede consapevolezza.
La parodontite non guarisce da sola. Non migliora se ignorata. Ma può essere prevenuta, arrestata e gestita nel tempo con ottimi risultati, a patto che il paziente comprenda cosa sta succedendo e si affidi a un percorso serio e continuativo. I denti sono un patrimonio, non nel senso retorico, ma in senso concreto, mantenerli in salute nel lungo periodo ha un valore che nessuna protesi o impianto potrà mai sostituire del tutto.
Il percorso di cura parodontale non è un appuntamento isolato, è una collaborazione nel tempo, fondata sulla fiducia tra paziente e professionista, sulla comunicazione e sul monitoraggio costante. A Palermo, nello Studio Miccichè, questo approccio è alla base di ogni percorso di cura: dalla prima visita e dal sondaggio parodontale fino al follow-up nel tempo, con un piano studiato sulla singola persona. Perché scegliere con attenzione a chi affidarsi e farlo presto, rimane la decisione che fa davvero la differenza.
Informazioni
Via Galileo Galilei 163, Palermo
338 9494768
gabrielemicciche01@gmail.com
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