Sgombero palestra Lupo, i residenti: "Ripristinata la legalità"

Palestra Lupo, il comitato dei residenti: “Ripristinata la legalità”

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L'intervento degli abitanti di Corso Sicilia
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CATANIA – Un intervento netto, dai toni duri, quello del comitato residenti di Corso Sicilia e delle aree limitrofe, che interviene dopo lo sgombero dell’ex palestra di Piazza Pietro Lupo.

“Mentre la cronaca odierna riporta con enfasi le proteste per lo sgombero dell’ex palestra di Piazza Pietro Lupo, noi residenti del quartiere di Corso Sicilia e delle zone limitrofe ci poniamo una domanda tanto semplice quanto amara: ma qualcuno si è degnato di ascoltare chi in questo quartiere ci vive, ci dorme e paga le tasse?”, si legge nella nota.

“Mentre alcuni gridano alla ‘perdita di uno spazio sociale’ – si legge – nelle nostre case si stanno simbolicamente stappando bottiglie di champagne. Quello che per pochi era un ‘laboratorio’, per noi era un bubbone cancerogeno nel cuore della città, un’occupazione abusiva che per anni ha sottratto un bene pubblico alla collettività per consegnarlo nelle mani di pochi prepotenti”.

Nel comunicato i residenti denunciano una condizione diffusa di degrado e illegalità nell’area. “Siamo stanchi di essere cittadini di serie B, ignorati dalle narrazioni che dipingono gli occupanti come eroi. La realtà che viviamo ogni giorno è ben diversa”, affermano.

Ed elencano le criticità del quartiere. “Alla Fiera, siamo costretti a subire quotidianamente le angherie di ambulanti, spesso totalmente abusivi, che dettano legge sulle nostre strade. A pochi metri di distanza, nell’area del vecchio San Berillo, assistiamo impotenti all’occupazione da parte di immigrati clandestini che hanno trasformato il rione in un distretto dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione. In Piazza Lupo, infine, abbiamo dovuto tollerare per anni la presenza di soggetti che, dietro lo schermo dell’attivismo, hanno agito con metodi eversivi e violenti”.

Il comitato insiste sul ruolo delle istituzioni. “Il Consiglio Comunale è il luogo dove si esprime la volontà popolare, non un ring per chi pensa che l’arroganza valga più del voto dei cittadini. Quello che è accaduto è un vero e proprio attentato a un’assemblea elettiva”.

Infine, l’appello alle autorità. “Ci chiediamo: come è possibile che sia stato permesso tutto questo? Perché queste persone, dopo aver interrotto un pubblico ufficio e aver oltraggiato le istituzioni, non hanno trascorso la notte in cella? La Polizia e la Magistratura devono dare un segnale forte. La tolleranza verso chi vive nell’illegalità deve finire oggi”.

La conclusione è altrettanto netta. “Non accettiamo lezioni di ‘socialità’ da chi usa la forza per imporsi. Noi residenti rivendichiamo il diritto alla legalità, al decoro e alla sicurezza. Lo sgombero di oggi non è un ‘taglio alla cultura’, ma l’inizio di una necessaria bonifica. Basta abusivismo. Basta violenza. Riprendiamoci Catania”.


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