MESSINA – “Lo abbiamo detto più volte e adesso l’atteggiamento di alcuni lo conferma: rischieranno di trasformare il Campo Largo in Campo santo continuando così”.
Sono le parole del coordinatore regionale di Sud Chiama Nord, Danilo Lo Giudice, che replica alla presa di posizione di Avs.
Lo Giudice (ScN) risponde ad Avs
“Abbiamo già dimostrato, con i fatti – afferma Lo Giudice – la nostra apertura e l’assenza totale di pregiudizi. Stiamo lavorando a un progetto chiaro, concreto, che abbiamo definito ‘governo di liberazione’: un percorso serio, fondato su contenuti e visione, su cui siamo pronti a confrontarci con chiunque voglia farlo senza preclusioni ideologiche. Se altri intendono continuare a coltivare la politica dei veti, dei pregiudizi o delle etichette, è una loro scelta. Ognuno è libero di decidere se costruire o limitarsi a fare opposizione per mestiere. Noi scegliamo un’altra strada”.
Lo Giudice interviene poi con fermezza su alcune dichiarazioni “che hanno superato il piano del confronto politico”, raccontate in precedenza.
“Respingiamo con forza – aggiunge – ogni tentativo di accostare Cateno De Luca al malaffare o al malgoverno. Sono affermazioni gravi, che non solo non trovano alcun riscontro, ma offendono un percorso politico e amministrativo che ha dimostrato esattamente il contrario”.
“Affermazioni gravi su Cateno De Luca”
Lo Giudice difende De Luca, “ha dato prova, nei fatti, di essere un amministratore capace, rigoroso e trasparente. E anche sotto il profilo giudiziario, ha sempre affrontato ogni passaggio a testa alta, dimostrando la propria estraneità a qualsiasi ombra. Il confronto politico è legittimo, anche duro. Ma quando si oltrepassa il limite e si prova a distribuire patenti di moralità, allora è doveroso fermarsi. Su questo non arretriamo di un millimetro”.
“Chi parla di Cateno De Luca lo faccia con rispetto. Perché la credibilità non si costruisce con le insinuazioni, ma con i fatti.“E i fatti, in questo caso, sono chiari a tutti: Cateno De Luca ha amministrato cinque Palazzi municipali, dimostrando che il cambiamento, con la buona amministrazione e il buon governo, anche in Sicilia è possibile. Se ne facciano una ragione – conclude Lo Giudice –. Perché mentre c’è chi continua a fare politica con le parole, evitando di sporcarsi le mani con l’amministrazione vera, quella complessa e impegnativa, c’è chi ogni giorno sceglie di stare dentro i problemi e di risolverli. Ed è esattamente questo che i cittadini chiedono alla politica”.

