Mafia Uditore, processo a Palermo: dal figlio del boss all'architetto

L’architetto, il figlio del boss e l’autista del capomafia: “Condannateli”

mafia Uditore
Michele Spataro
Processo alla mafia dell'Uditore

PALERMO – Tre richieste di condanna in uno tralcio del processo alla mafia dell’Uditore. Al termine della requisitoria il pubblico ministero Giovanni Antoci ha chiesto la condanna di Roberto Sansone (6 anni), Mauro Pace (6 anni) e Michele Spataro (12 anni e 4 mesi).

Quest’ultimo faceva da autista al boss Franco Bonura che si era ripreso in mano il potere all’Uditore. Bonura e altri imputati sono giudicati in un altro processo dove il pm ha chiesto sette condanne: Franco Bonura 16 anni, Girolamo Buscemi 14 anni, Giuseppe Costa 3 anni, Giovanni Buscemi 10 anni e 8 mesi, Antonino Buscemi 4 anni e 6 mesi, Alessandro Costa 12 anni e 8 mesi, Giusto Catania 12 anni e 8 mesi.

Altri 14 imputati sono stati rinviati a giudizio a metà dicembre scorso e vengono processati con il rito ordinario.

Il boss intercettato: “Io là vado a morire…”

Bonura sapeva di avere “le microspie infilate pure nel buco del c…”, ma non si è potuto tirare indietro. “Io so che andando là vado a morire, però io ci sono andato, non me la sono sentita di lasciare”, diceva il boss intercettato dai poliziotti della squadra mobile. All’età di 82 anni, dopo una lunga detenzione, Bonura avrebbe potuto “godersi” il patrimonio accumulato e mai sequestrato, ma non si è potuto tirare indietro. La mafia nel rione Uditore aveva bisogno di una guida.

“L’errore è trasiri (entrare ndr)… l’errore è alla base”, aggiungeva. Una volta entrati in Cosa Nostra si esce solo da morto o pentendosi: “Noi abbiamo certe idee e le nostre idee sono sempre quelle che devono andare avanti… i nostri principi”.

Il figlio del capomafia nel settore ristrutturazioni

Roberto Sansone, figlio del boss Giuseppe, con la sua impresa si dava un gran da fare nelle ristrutturazioni di immobili. Fra i suoi “clienti” anche una suora e un’amministratrice di condomini. È imputato per estorsione così come Pace, di professione architetto. Avrebbero cercato di costringere un imprenditore a pagare oltre 170 mila euro per lavori mai svolti dall’impresa Sanedil sequestrata nel 2023 e fino ad allora amministrata dallo stesso Sansone.


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