“Il centrodestra è al capolinea. Il centrosinistra deve prepararsi. Non al campo largo, ma a un campo alternativo che parli innanzitutto siciliano”.
A parlare è Antonello Cracolici (Pd), da notissimo oppositore del governo Schifani e della sua maggioranza. Gli ultimi passaggi parlamentari hanno certificato ulteriormente il disagio del centrodestra. Proprio su input di Cracolici l’Ars ha approvato la norma che blocca le assunzioni nelle società partecipate della Regione.
Onorevole, qualcuno la critica: i ranghi resteranno sguarniti. E’ così?
“Sarebbe bastato fare le cose bene, evitando che le partecipate diventassero un groviglio di malaffare e di bieco clientelismo. Le assunzioni sono state bloccate, in realtà, da chi ha trattato le società come se fossero comitati elettorali. Ricordo che l’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, ha di recente acceso i riflettori su alcune selezioni della Seus, che gestisce il 118, perché caratterizzate dal ricorso a una agenzia interinale con procedure perlomeno discutibili, dal ribasso, al click day. Noi chiediamo solo trasparenza e regolarità, nell’interesse di tutti i siciliani”.
Dunque?
“Nessuno discute il fatto che gli enti debbano funzionare. Ma ci vogliono percorsi trasparenti e concorsi pubblici che mettano fine al degrado istituzionale, con un governo che fa finta di non vedere e poi manda ispezioni, tanto per dire che si è mosso. E sa cosa colpisce?”.
Cosa?
“Che ormai si producono atti illegittimi, come se nulla fosse. Prima ci provavano, sperando di farcela. Ora si è passato il limite e non ci si pongono problemi nel chiamare gli amici, in un contesto fortemente clientelare”.
Gli ultimi passaggi politici hanno sottolineato i problemi della maggioranza. Il rimpasto non ha funzionato?
“Il rimpasto è secondario. C’è una profonda crisi politica nel centrodestra di governo. Non hanno ambizioni, non c’è un progetto comune. Questa maggioranza si basava sull’asse Schifani-Cuffaro che è stato travolto dalle vicende giudiziarie di Cuffaro. Da allora vige il caos. La cacciata degli assessori Dc, gli altri assessori con vicende giudiziarie a bagnomaria, il ripescaggio di un assessore Dc… Tutto denota una condizione politica di assoluta incertezza e di improvvisazione. Il governo Schifani galleggia, punta alle prossime elezioni che potrebbero arrivare prima della scadenza. Attenzione al voto anticipato”.
Il presidente Schifani ha dichiarato che ‘non si farà logorare’.
“Può dire quello che vuole. Il gioco è finito. C’è uno scollamento totale. Ecco perché il centrosinistra deve attrezzarsi. Non per lanciare il campo largo, ma un campo alternativo alla crisi politica in Sicilia. Riaffermando la dignità di una autonomia che non può diventare ascarismo”.
Ma il centrosinistra che si cementa all’opposizione, in Sicilia, ha un’idea di come governare?
“Dobbiamo provarci davvero e non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo lanciare un messaggio a tutti i siciliani, anche a chi aveva creduto di consegnarsi a un centrodestra che, da dieci anni, combina disastri, in una condizione evidente di immobilismo”.
Dovrete pure trovare un candidato presidente, magari senza litigare troppo…
“Abbiamo la necessità di risultare credibili, innanzitutto. Le primarie? Sono uno strumento, non il fine. Servono per convincere gli elettori della bontà di una visione. Altrimenti, la gara a chi arriva primo lascia solo macerie e l’abbiamo verificato. Lancio il mio appello a tutti per superare la crisi politica generata da un centrodestra irresponsabile”.
Cuffaro ha patteggiato. Qual è il suo commento?
“Non commento le modalità complessiva. Certo, mi stupisce il dettaglio del divieto di frequentazione di politici. Di solito è un’avvertenza riservata al mancato contatto con i pregiudicati. Forse, evitandogli il rapporto con la politica, si vuole evitare che Cuffaro cada nuovamente in tentazione…”.

