Sicilia, approvata la norma blocca-assunzioni: cosa prevede

È legge la norma blocca-assunzioni nelle Partecipate regionali fino al 2027

Antonello cracolici
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI
L'Ars approva l'emendamento 'anti clientelismo' presentato da Cracolici
IL VOTO DI SALA D'ERCOLE
di
3 min di lettura

PALERMO – La norma blocca-assunzioni nelle società partecipate della Regione Siciliana è legge. L’emendamento presentato dal presidente della commissione Antimafia, Antonello Cracolici, è stato approvato da Sala d’Ercole. Obiettivo della norma bloccare la possibilità di assunzioni clientelari in fase pre-elettorale. Nessuno stop, invece, per i nuovi contratti che riguardano direttamente la Regione Siciliana.

Il dibattito all’Ars

Il via libera da Sala d’Ercole è arrivato dopo un lungo dibattito sul punto, durato almeno due ore. Dichiarazioni contrarie da Fratelli d’Italia, seppur con l’eccezione rappresentata dal deputato Fabrizio Ferrara, Forza Italia e Lega. Favorevoli Partito democratico e Movimento cinque stelle, ai quali si è aggiunto anche l’autonomista Roberto Di Mauro con una dichiarazione pubblica in aula. Il governo, per bocca dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, non ha potuto fare altro che rimettersi al volere dell’aula.

Cosa prevede la norma presentata da Cracolici

La norma prevede il blocco delle assunzioni fino al 31 dicembre del 2027 nelle società partecipate e negli enti della Regione inseriti nel Gap: il Gruppo amministrazione pubblica. Tra questi i Consorzi di bonifica, dove secondo alcune indiscrezioni sarebbe stata in rampa di lancio una infornata di assunzioni. Il testo approvato a tarda sera è una riscrittura di quello presentato da Cracolici in prima commissione e approvato quasi all’unanimità dall’organismo parlamentare.

Ars

Le deroghe alla norma blocca-assunzioni

Modifiche che prevedono alcune deroghe specifiche come i contratti dei lavoratori stagionali (forestali, antincendio o precari dei Consorzi di bonifica) o quelli dei dipendenti a contratto delle fondazioni liriche e sinfoniche. In aula Cracolici ha aperto anche alla possibilità nell’immediato futuro di dare l’ok ad una deroga per la Seus 118 affinché possa assumere gli autisti-soccorritori di cui è carente, ma in una quota minore prevista dalla legge. Deroghe arriveranno anche per Arpa Sicilia e per la selezione degli autisti in Ast, ma anche in questo caso servirà un ulteriore intervento legislativo da agganciare agli altri due ddl stralcio all’esame delel commissioni.

Il divieto di assunzione “non si applica – si legge nella riscrittura – alle procedure di reclutamento, mobilità e stabilizzazione già avviate o definite alla data di entrata in vigore della presente disposizione”. Lo stop non riguarda, inoltre, il personale sanitario delle Aziende sanitarie provinciali e di quelle ospedaliere.

Tra le deroghe che superano il voto di Sala d’Ercole anche quella per l’aumento delle ore lavorative dei dipendenti Sas, per i quali servirebbero nuovi contratti. Una battaglia portata a casa dalla deputata di Noi moderati Marianna Caronia.

Il ddl stralcio con gli aiuti alle imprese

L’emendamento è stato agganciato al ddl stralcio proveniente dalla prima commissione, sul quale hanno viaggiato anche i trenta milioni di euro stabiliti dal governo regionale per andare in soccorso alle imprese che devono contrastare con il caro-carburanti.

Le reazioni

“Siamo per i concorsi, per il diritto di avere un lavoro senza sponsor politici, siamo per la meritocrazia e la trasparenza. Per questo dico che è stato un voto di buonsenso, bloccando le promesse di assunzioni in campagna elettorale abbiamo impedito che si aprissero maglie pericolose. Al tempo stesso abbiamo salvaguardato la possibilità di reclutare personale nei servizi strategici. Come abbiamo detto anche in aula, se saranno necessari ulteriori interventi o integrazioni, continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione responsabile”. Lo dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars.

In aula anche l’intervento del dem Nello Dipasquale, che dopo avere scoperchiato il caso dei contratti CoCoCo al Cefpas di Caltanissetta preannuncia nuove rivelazioni: “Dai dati in mio possesso emergono casi di mogli, mariti e parenti di consiglieri comunali, appartenenti alla stessa area politica, in servizio in diverse Asp della Sicilia. La situazione è drammatica: la pubblica amministrazione viene utilizzata per costruire consenso e vincere le elezioni. È una cosa assurda. Il Cefpas è solo una parte del problema”.

“Non siamo contrari al lavoro né alle assunzioni pubbliche, ma davanti alle ombre, ai sospetti e alle troppe anomalie emerse negli ultimi mesi era necessario fermarsi e ristabilire regole di trasparenza e credibilità”. Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca. “”Alla fine – aggiunge – avete costretto il Parlamento a buttare il bambino con l’acqua sporca. “Nessuno aveva il desiderio di bloccare procedure o assunzioni, ma questo governo ci ha portato a un punto tale da rendere inevitabile un intervento drastico”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI