Sicilia, la maggioranza è in crisi

Maggioranza in tilt, il finale è un calvario: i costi li paghiamo tutti

Palazzo d'Orleans
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La crisi politica del centrodestra
ARS E DINTORNI
di
2 min di lettura

C’è una via per uscire dalla crisi che colpisce la maggioranza, come i tumulti dell’Ars – tra voti segreti e docce fredde – hanno dimostrato? Non per il centrodestra in sé, ma per la Sicilia.

Perché è chiaro che il futuribile calvario di circa un anno – tanto manca alle prossime elezioni – non può che danneggiare i siciliani, ancora bisognosi di molte risposte.

Né si intravvedono, al momento, spiragli di serenità. Se un blocco governativo-parlamentare non riesce a produrre politica, non ci vanno di mezzo i residenti dei palazzi dagli stucchi dorati. Gli stipendi mensili corrono lo stesso. A passarsela peggio è sempre il cittadino medio. I costi li paghiamo tutti. Qualche appunto.

“La maggioranza c’è”

Prima annotazione. Il centrodestra non pensi al futuro e si concentri sul presente. Le elezioni regionali, con la corsa per l’ambito Palazzo d’Orleans, non sono, al momento, la priorità. Sappiamo di non vivere in un mondo ideale. Niente ci sorprende. Ognuno cerca di ottenere un posto al sole, o di conservarlo, se già ce l’ha.

Ma questo può legittimamente accadere, solo se non si tradisce il proprio mandato. La politica – lo ripetiamo – deve produrre politica in azioni, leggi e soluzioni. Le maggioranze parlamentari non servono a nulla, se non approdano da nessuna parte.

La maggioranza in Sicilia c’è, credo che ci sia – ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani -. Tutto è dovuto anche secondo me al momento preelettorale che ha determinato alcune assenze da un lato e alcune tensioni interne per divisioni sul territorio. È evidente che alla ripresa post elettorale cercherò di registrare la tenuta della maggioranza che non può che esserci”.

Il consiglio di Assenza

Secondo appunto. Seguendo il saggio consiglio dell’esperto Giorgio Assenza, raccolto da Palazzo d’Orleans, si torni a parlare. E’ evidente che il rimpasto non ha affatto sedato i malumori e le contraddizioni. L’unica strada, adesso, è il confronto, aspro e sincero. Un cammino che chiama in causa le responsabilità di tutti.

L’obiettivo di una maggioranza risiede nel procedere al massimo delle sue possibilità. Chi fa l’assessore e chi ha che cosa: ecco argomenti secondari rispetto all’assunto.

Se gli appetiti complessivi prevalgono sulla visione, una coalizione va in tilt e perde, oltretutto, competitività. Gli elettori non sono vittime sacrificali. Un anno di conflitti senza soluzione avrà due conseguenze: una paralisi che questa terra non può permettersi, l’esito più rilevante.

Riuscirà il centrodestra…

C’è poi il fatto squisitamente politico che riguarda i protagonisti, nessuno escluso. Davvero pensano che non pagheranno dazio, offrendo l’immagine di una realtà lacerata, inconcludente e incapace di amalgama?

Non si manifesta una rara forma di arroganza, che non depone a favore di chicchessia, nel ritenere che tanto andrà sempre bene, a prescindere? Non trapela una pervicace mancanza di rispetto nei confronti di coloro che il Palazzo lo guardano da lontano?

Di conseguenza, la domanda non cambia. Riuscirà il centrodestra siciliano nell’impresa di non suicidarsi politicamente, mandando in malora le aspettative di chi attende risposte? A breve sapremo.

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