Sara Campanella, a Misilmeri una scuola porterà il suo nome

Misilmeri, intitolata una scuola a Sara Campanella

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Poco più di un anno fa, il femminicidio della giovane studentessa
L'INIZIATIVA
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3 min di lettura

Da lunedì 8 giugno la scuola di Portella di Mare porta il nome di Sara Campanella. La cerimonia di intitolazione dell’istituto si è svolta alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e delle autorità locali.

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre inaugurato un murale dedicato alla giovane studentessa di Misilmeri, uccisa a Messina il 31 marzo 2025. Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco di Misilmeri, i primi cittadini dei comuni del comprensorio, i familiari della ragazza, studenti, insegnanti, personale scolastico e numerosi cittadini.

Sara Campanella, l’intitolazione della scuola

L’intitolazione della scuola e la realizzazione dell’opera artistica rappresentano un tributo permanente alla memoria della giovane vittima di femminicidio. Durante la cerimonia sono stati ricordati il percorso di vita di Sara e l’importanza di promuovere tra le nuove generazioni una cultura fondata sul rispetto e sulla parità.

“E’ stato un momento di profonda partecipazione e riflessione per ricordare Sara e per riaffermare i valori che la scuola promuove ogni giorno: rispetto, solidarietà, uguaglianza e contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione – dice il sindaco – Il murales realizzato in sua memoria, rappresenta un messaggio permanente di speranza, consapevolezza e responsabilità civile rivolto alle nuove generazioni, affinché il ricordo si trasformi in impegno concreto per costruire una società più giusta e inclusiva”.

Schifani: “Nel suo ricordo uniti contro la violenza”

“La scomparsa di Sara ci ha lasciato atterriti, ha colpito tutti. Siamo qui tutti insieme oggi per ricordare Sara e insieme dimostriamo che riusciamo a essere uniti quando c’è da sconfiggere un grande nemico: la violenza”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, partecipando all’evento. “Gli efferati episodi di violenza registrati negli ultimi mesi ci preoccupano – ha continuato – una violenza giovanile che poi ha il suo contraltare nell’esempio di vita di Sara, che è la via di salvezza, un modello sano per i giovani che varcheranno le porte di questa scuola nel suo nome”.

Accolto dal dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale “S. Traina”, Salvatore Mazzamuto, e dal sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo, il presidente Schifani, dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli a cura della Fanfara dei carabinieri, ha scoperto la targa di intitolazione della scuola alla studentessa insieme a Cettina Zaccaria e Alessandro Campanella, genitori di Sara.

“Trasmettere esempi sani ai ragazzi”

“Noi abbiamo un dovere: trasmettere ai ragazzi esempi sani e l’impegno quotidiano contro ogni forma di violenza – ha aggiunto il presidente – Lo facciamo anche finanziando i voucher palestra, che abbiamo rafforzato incrementando le risorse per l’intera stagione. Con questa misura facciamo in modo che tutti i giovani possano praticare sport, stare con gli altri in modo rispettoso secondo i valori sani della competizione, combattendo così la devianza”.  

“Dobbiamo fare in modo anche che chi si è immolato per la legalità venga ricordato sempre – ha concluso – Quello di oggi è il miglior modo per ricordare Sara: il suo nome, dato a questa scuola, entrerà nelle vostre case insieme al principio del rispetto delle regole e della legalità, che è fondamento per la crescita dei giovani”. Insieme alla mamma di Sara Campanella, Renato Schifani ha scoperto il murale in sua memoria realizzato nel cortile esterno con il contributo dei cittadini di Misilmeri.

Le borse di studio dedicate alla studentessa

La Regione Siciliana, su volere del presidente Schifani, ha istituito un fondo annuale di 50 mila euro per finanziare borse di studio dedicate alla studentessa universitaria assassinata, approvato con sostegno unanime del Parlamento siciliano nella legge di variazione di bilancio a giugno scorso.

Il fondo prevede l’assegnazione di 12 borse di studio, già a partire dall’anno accademico 2025/2026, otto da 4 mila euro ciascuna destinate a studentesse e studenti dei corsi di laurea nelle professioni sanitarie dell’Università di Messina, e quattro da 4.500 euro ciascuna a laureate e laureati dello stesso ateneo che abbiano discusso una tesi sui temi del femminicidio e della violenza di genere.

L’iniziativa delle borse di studio promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale mira a sostenere il merito e sensibilizzare le nuove generazioni su questi argomenti, attraverso un percorso di riconoscimento e valorizzazione del talento universitario.


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