Zen, il Comune assegna un nuovo alloggio popolare

Palermo, assegnato un nuovo alloggio comunale allo Zen

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È stato consegnato ad una famiglia con cinque minori VIDEO
L'EMERGENZA
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PALERMO – È stato assegnato questa mattina dall’Assessorato all’Abitare Sociale del Comune di Palermo, con il supporto della Polizia Municipale, un nuovo alloggio di edilizia residenziale pubblica nel quartiere Zen.

L’immobile è stato destinato a un nucleo familiare, inserito nella graduatoria dell’emergenza abitativa e composto da una famiglia con cinque minori. Per la famiglia si conclude così un lungo periodo di precarietà abitativa, grazie al costante lavoro dell’Amministrazione comunale volto al recupero e alla riassegnazione degli immobili occupati o detenuti senza titolo.

L’alloggio è stato recuperato a seguito dell’attività di monitoraggio svolta dal Nucleo Tutela Risorse Immobiliari della Polizia Municipale. Dopo il decesso del precedente assegnatario, alcuni parenti avevano infatti continuato a detenere l’immobile pur non avendone diritto. Grazie a un percorso di mediazione e a un costante monitoraggio, è stato possibile ottenere la riconsegna volontaria delle chiavi dell’abitazione, restituita in buone condizioni e immediatamente riassegnata alla famiglia avente diritto.

Ferrandelli: “

“Prosegue l’impegno dell’Amministrazione nel governare con equilibrio un settore particolarmente delicato – dichiara l’assessore all’Abitare Sociale, Fabrizio Ferrandelli –. Il nostro obiettivo è recuperare gli immobili in modo indolore, senza creare nuove emergenze sociali o mettere in difficoltà famiglie già fragili. Interveniamo prioritariamente sugli alloggi che si rendono disponibili a seguito di trasferimenti, decessi o perdita dei requisiti reddituali e patrimoniali, così da restituirli rapidamente a chi ne ha realmente diritto”.

“Stiamo agendo nel segno dell’equità sociale garantendo trasparenza nell’assegnazione delle case popolari e contrastando con determinazione ogni forma di mercato illegale, che in passato vedeva troppo spesso l’accesso agli alloggi subordinato al pagamento di un “pizzo”. Il diritto alla casa – conclude Ferrandelli – deve essere tutelato esclusivamente attraverso le regole e le graduatorie previste dalla legge”.


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