Loredana e Tommaso: l'amore, il lutto, i sorrisi

La storia infinita di Loredana e Tommaso: “Esiste una Sicilia migliore”

Loredana Tommaso
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La speranza che rinasce nel dolore. Una storia che riguarda tutti

Loredana ha chiuso gli occhi, quando nella sua stanza non c’era nessuno, per un solo attimo. Aveva già detto addio, riunendo i suoi cari intorno a un letto. Dormiva, da giorni, ormai. Il passaggio dal sonno chimico della sedazione profonda al sonno del risveglio è stato lieve. Suo marito, Tommaso, è un uomo di fede. Lui non crede alle coincidenze. Le chiama ‘Dioincidenze’. Un fatto provvidenziale.

Lo scruto, Tommaso, nello sguardo, all’interno della camera mortuaria della clinica ‘La Maddalena’, a Palermo. Non c’è traccia di disperazione. Il dolore spicca, in bassorilievo, nell’azzurro affettuoso degli occhi un compagno di viaggio che ha dato l’ultimo bacio terreno a una compagna di viaggio. Insieme al dolore, brilla una speranza incomprensibile senza la fede. Tommaso, sì, è un uomo di grande fede.

La storia di un incontro

Come ci siamo incontrati? Come siamo diventati amici? Perché raccontiamo questa storia, al tempo stesso unica e condivisa? Altre domande a cui dare una risposta.

Ho incontrato Tommaso Di Maggio, lettore affezionato di LiveSicilia.it, dopo l’invio di un messaggio sui social. Quando ho assunto la direzione del nostro giornale, ho subito scritto che ‘Live’ è una comunità umana solidissima. Facciamo del nostro meglio per garantire notizie fresche, un prodotto aggiornato e approfondimenti di pensiero. E’ la missione di un quotidiano. In anni così difficili, pensiamo che il sentimento di un giornale, l’appartenenza, lo scambio siano altrettanto necessari.

“Ci conosciamo da…”

Mi aveva scritto, Tommaso, di sua moglie, Loredana Tripisciano, 52 anni. Dell’esperienza che stavano vivendo. Un caffè in centro. Il suo racconto.

“Con Loredana ci conosciamo dalla scuola materna. Ci siamo sposati ventisei anni fa, dopo un fidanzamento di otto anni – diceva -. Lei sta lottando contro un tumore raro. Questi mesi ci hanno confermato la forza del nostro amore, quanto ciò venga riconosciuto e preso ad esempio da altri. Mai un sibilo di rabbia, mai una lamentela: solo fede in quello che lei chiama ‘il buon Gesù’, forza interiore e fiducia nella scienza medica”.

“Lei ha trovato modo di vedere in questo suo percorso una chiave ancora legata alla fede: avvicinare tanti amici e parenti proprio alla fede, alla preghiera… Io la sto accompagnando in questo cammino, che ci ha visto, purtroppo, frequentare le strutture sanitarie palermitane”. E qui la biografia personale si fonde con la cronaca. “Abbiamo vissuto il sovraffollamento disumano dei pronto soccorso e l’assistenza di cliniche come ‘Candela’ o ‘La Maddalena’, con una attenzione particolare nei confronti del paziente – ecco le parole di Tommaso -. Ma anche al pronto soccorso c’era una sanità che cercava di aiutare, nonostante le difficoltà gravissime in cui versa”.

Una Sicilia migliore

Più tardi, nella camera mortuaria, Tommaso ha raccontato ancora: “Siamo entrati in contatto con la Sicilia migliore, con la sanità che ha fatto dell’assistenza la sua missione. Siamo grati. Devi scriverlo che c’è anche questo, che non è tutto disservizio. Qui si sono prodigati, nell’hospice, per fornire le cure più utili, stando accanto a noi come una vera famiglia. Dottori e infermieri hanno pianto con noi, quando mia moglie è volata via. Metto il nostro vissuto a disposizione, per scongiurare la rassegnazione o il cinismo che circonda la nostra terra. E’ possibile trovare dei posti di eccellenza, a cominciare dalla sensibilità umana, non solo per la professionalità”.

Loredana e Tommaso, nella loro Montelepre, un po’ ovunque, sono voluti bene. Giuseppe Terranova, il sindaco, ha scritto sui social: “Ci sono giorni in cui la nostra comunità si ritrova unita non dai festeggiamenti o dai traguardi raggiunti, ma dal peso schiacciante di un silenzio assordante. La notizia della scomparsa di Loredana Tripisciano , moglie e mamma di appena 52 anni, è una di quelle notizie che lasciano sgomenti, spezzando il ritmo della nostra quotidianità e riempiendo i nostri cuori di una profonda tristezza”.

Il saluto di Montelepre

“Loredana ha affrontato la malattia con straordinario coraggio – ha aggiunto il sindaco -, tenacia e una dignità che sono state, fino all’ultimo istante, la testimonianza più grande della sua forza di volontà e del suo amore per la vita. Nessun discorso, nessuna parola potrà mai colmare il vuoto che lascia. A Tommaso, ai suoi ragazzi, ai familiari diciamo di tenere stretta al cuore l’eredità d’amore, l’esempio e la dolcezza che Loredana ha donato in questi anni. Quel legame d’amore non si spezza con la fine della vita terrena, ma continua a vivere in ogni vostro gesto, nei vostri ricordi e nel vostro futuro”.

Il funerale, nella chiesa di Santa Rosalia, è stato celebrato alla presenza di una folla numerosissima, con tante persone fuori.

Il dono di Loredana

“Ci sono persone che continuano a prendersi cura degli altri anche quando il tempo sembra non bastare più. Loredana è una di queste”. Così si legge nella pagina Facebook dell’associazione ‘Teniamoci per Mano’.

“Nella sua professione di assistente sociale aveva fatto della cura e dell’ascolto una missione – si legge ancora -. Noi abbiamo conosciuto la sua storia attraverso il suo ultimo desiderio. Ci siamo chiesti se l’avessimo mai incontrata, se fosse passata da uno dei nostri servizi. Parlando con suo marito abbiamo scoperto qualcosa che ci ha profondamente commossi: Loredana voleva diventare una clown di corsia. Aveva cercato la nostra associazione perché desiderava intraprendere questo percorso. Non ha avuto il tempo di indossare il nostro camice, ma ha scelto di lasciarci un’eredità preziosa: al posto dei fiori, ha chiesto di sostenere Teniamoci per Mano, affinché altri volontari possano entrare nelle corsie degli ospedali e regalare sorrisi ai bambini ricoverati. Ha trasformato il suo sogno in una possibilità per tanti altri”.

“Per noi questo è già essere clown di corsia – è la conclusione -. Per questo oggi, con infinita gratitudine, le conferiamo simbolicamente la nomina a Clown LoreDono”.

Un testamento spirituale

Loredana ha chiuso gli occhi, lo scorso 21 luglio, nel primo pomeriggio. Tommaso, in chiesa, ha ripetuto le parole di sua moglie, poco prima della partenza, un testamento spirituale: “Ho amato incondizionatamente voi e le persone che mi sono state accanto, ho trascorso la mia la vita, diffondendo gentilezza, amore sorrisi… Un sorriso…. che ci costa donare un sorriso? Non costa nulla pero magari può servire a chi lo riceve”. Nella foto social, scattata dai figli, a loro insaputa, mentre tentavano un selfie, una luce risplende.

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Abbiamo raccontato la storia infinita di Loredana, di Tommaso e della sua famiglia, pensando di offrire un abbraccio ai suoi cari, alla comunità dei lettori, ai siciliani che vivono il dolore, in mezzo a tanti disagi. C’è una speranza da rendere pubblica, a portata di mano, disponibile. Cosa saremmo noi, un giornale, la Sicilia, il mondo intero, senza la speranza?

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