ROMA – A 43 anni dalla strage di via Pipitone Federico, il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio e Programmazione economica del Senato, ricorda Rocco Chinnici come “un magistrato coraggioso e un uomo delle istituzioni capace di cambiare profondamente il modo di combattere la mafia”.
In una nota, Calandrini sottolinea che Chinnici “comprese che nessuno può affrontare da solo Cosa nostra e pose le basi di quel lavoro di squadra che sarebbe stato raccolto e portato avanti da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e dagli altri magistrati del pool antimafia”.
Per il senatore, resta ancora oggi attuale l’insegnamento di Chinnici. “Le mafie si sconfiggono colpendone gli uomini, ma soprattutto spezzandone il potere economico”. Da qui il richiamo all’importanza di seguire i flussi di denaro, sequestrare e confiscare i patrimoni accumulati con attività criminali e restituire i beni alla collettività.
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Calandrini ricorda inoltre il percorso avviato nei giorni scorsi nel Lazio per la destinazione di oltre 500 immobili e terreni confiscati e richiama il disegno di legge di Fratelli d’Italia, di cui è cofirmatario, per rendere più efficaci le procedure di gestione e assegnazione dei beni sequestrati e confiscati.
“Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci hanno insegnato che contro la mafia non bastano le commemorazioni, ma servono istituzioni capaci di lavorare insieme, Forze dell’ordine sostenute e uno Stato determinato a togliere alle organizzazioni criminali uomini, denaro, beni e consenso sociale. È questo il modo più autentico per onorarne la memoria e continuare la loro battaglia”, conclude il senatore.




