ROMA – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, “ha esaminato trentaquattro leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Siciliana n. 13 del 28/05/2026, recante “Norme in materia di personale ed enti locali. Disposizioni varie”.
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La legge è stata impugnata in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile, previdenza sociale e coordinamento della finanza pubblica, violano l’articolo 117, secondo comma, lettere l) e o), e terzo comma, i principi di uguaglianza, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione, nonché l’articolo 81 della Costituzione relativamente alla copertura finanziaria”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Cdm.
Secondo il governo di Roma, dunque, alcune disposizioni della legge regionale andrebbero oltre le competenze riconosciute dallo Statuto speciale della Sicilia e si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile, previdenza sociale e coordinamento della finanza pubblica. Tra i rilievi formulati dall’esecutivo figura anche una presunta violazione dell’articolo 81 della Costituzione, relativo alla copertura finanziaria delle norme.




