PALERMO – Giovanni Armanno lascia il carcere e va agli arresti domiciliari. L’attenuazione della misura cautelare è stata decisa dalla Corte di Appello che ha accolto l’istanza dell’avvocato Alessandro Musso.
In primo grado Armanno è stato condannato per avere detenuto un fucile a canne mozze, con l’aggravante di avere agevolato Cosa Nostra. Si trovava in carcere da febbraio 2025.
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L’arma era all’interno di un capannone vicino alla sua abitazione, in via Nave, nella zona di corso Calatafimi, assieme a dieci munizioni da caccia calibro 12. Secondo l’accusa sarebbe stato il detenuto Salvatore Mirino, coinvolto nel blitz antimafia dei 181, a impartire dal carcere le disposizioni per custodire l’arma.
Secondo la Corte di appello, davanti alla quale il processo di primo grado è appena iniziato, ha ritenuto che si fossero affievolite le esigenze cautelari.




