Palermo, "il fucile e l'aiuto alla mafia": va ai domiciliari

“Il fucile e l’aiuto alla mafia”: lascia il carcere e va ai domiciliari

fucile
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
La decisione della Corte di appello

PALERMO – Giovanni Armanno lascia il carcere e va agli arresti domiciliari. L’attenuazione della misura cautelare è stata decisa dalla Corte di Appello che ha accolto l’istanza dell’avvocato Alessandro Musso.

In primo grado Armanno è stato condannato per avere detenuto un fucile a canne mozze, con l’aggravante di avere agevolato Cosa Nostra. Si trovava in carcere da febbraio 2025.

Leggi anche

Caro traghetti, dal 10 agosto scatta l’aumento per le isole minori

Esodo estivo, sabato 8 agosto sulle strade giornata da bollino nero

Controlli del Nas, sequestrati cinque quintali di alimenti

schiavitù
L’avvocato Alessandro Musso

L’arma era all’interno di un capannone vicino alla sua abitazione, in via Nave, nella zona di corso Calatafimi, assieme a dieci munizioni da caccia calibro 12. Secondo l’accusa sarebbe stato il detenuto Salvatore Mirino, coinvolto nel blitz antimafia dei 181, a impartire dal carcere le disposizioni per custodire l’arma.

Secondo la Corte di appello, davanti alla quale il processo di primo grado è appena iniziato, ha ritenuto che si fossero affievolite le esigenze cautelari.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI