RAGALNA (CATANIA)– Alla guida della regione Sicilia “per il momento c’è Schifani e c’è Forza Italia. Io aspetto di capire cosa dice FI, se dice Schifani o un altro nome, ma ce ne possono essere anche altri di nomi”.
Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa (foto d’archivio), rispondendo a una domanda sulle prossime Regionali in Sicilia, intervistato a ‘Bar Italia’, iniziativa estiva di Fratelli d’Italia in corso a Ragalna, nel Catanese. Lo riporta l’Ansa. La Russa ha toccato diversi argomenti, quasi tutti di politica nazionale, a parte l’inciso sulla campagna elettorale in Sicilia.
“Il centrodestra resti coerente”
“Il centrodestra, ed è questo quello che sta facendo Giorgia Meloni, deve restare coerente con il proprio progetto, a costo di dispiacere a qualcuno e di piacere ad altri. Non per forza bisogna inseguire le velleità ma bisogna fare le cose giuste. La coerenza è la nostra strada maestra”, ha detto il presidente del Senato.
Ha quindi ribadito: “Non abbiamo bisogno di fare 2-3 punti ad esempio con il reddito di cittadinanza o altre regalie, non è la strada che seguiremo, continueremo con l’azione di difesa dei nostri confini, serve ancora più sicurezza contro ogni tipo di criminalità anche quella spicciola e minorile e dovremo continuare a dare più posti di lavoro”.
“Il centrosinistra litigherà e Vannacci…”
“Pur di governare, nel centrosinistra si acconceranno – ha aggiunto – ma il giorno dopo, sia che malauguratamente dovessero vincere sia che dovessero perdere, comincerebbero a litigare disperatamente”.
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“Io non sono convinto che i sondaggi siano necessariamente lo specchio di quello che succederà, quindi calma e sangue freddo. Il generale Vannacci ricordo che era il vicesegretario della Lega, non siamo noi che non l’abbiamo voluto nel centrodestra, lui ha deciso di uscire dal centrodestra, fondando un suo partito e votando in numerose occasioni insieme alla sinistra, facendo sperare la sinistra. Io sono convinto che il centrodestra a prescindere da Vannacci avrà i numeri per governare”.
L’affondo su Report e Ranucci
Poi, l’affondo su Report e Ranucci. “Report va cambiato, non eliminato perché non è possibile che le inchieste di Report solo per l’1,5% dei casi hanno riguardato il partito di sinistra più grosso – ha detto La Russa -. A me non interessa se ne mettono un altro ma non può essere che il giornalismo d’inchiesta si faccia per attaccare qualcuno, deve fare inchiesta a 360 gradi”. E poi citando un episodio del tiranno di Siracusa, ha aggiunto: “Non vorrei che ce ne mandino uno peggio di Ranucci, la vedo difficile ma potrebbero trovarlo”.




